Milano Moda Uomo: il workwear concettuale di Prada

Una rilettura neominimalista delle divise dei carpentieri e del personale paramedico: l'ha firmata l’imprevedibile stilista milanese, che ha dato pieno risalto ai tipici colori del denim e a quelli della segnaletica industriale. Con chirurgiche incursioni nelle sperimentazioni filo-proletarie del costruttivismo russo.
Su un’imponente passerella in griglie di metallo, progettata dall’architetto Rem Koolhaas, Miuccia Prada ha dato corpo alla sua ultima visione del moderno vestire maschile, che fa tabula rasa di decori e sovrastrutture, recuperando dalla memoria dei “suoi” anni Novanta, un’immagine essenziale e vagamente bidimensionale.
La sfilata di ieri sera si è aperta con un’incalzante uscita di abiti tre bottoni, dalla silhouette super skinny e dalle giacche allungate con l’allacciatura alta.
Un incipit che ha strategicamente ritardato la comprensione del fulcro creativo intorno al quale la designer ha fatto ruotare la sua ultima fatica stilistica, nonostante la rivelatrice presenza di un modello di scarpe con tripla suola isolante in corda e gomma porosa.
Queste calzature, lo si è capito in seconda battuta, rileggono (come alcuni occhiali specchiati e un’originale serie di marsupi porta-utensili) il naturale corredo “salvavita” di carpentieri, macchinisti e saldatori, eletti dalla griffe milanese a insoliti modelli ispiratori del menswear della prossima primavera/estate.
E proprio al look della classe operaia guardano i pantaloni di linea dritta, con sottili cinture coordinate e le ampie camicie in denim, dall’ampio taglio a forma di T, che sulla pedana di Prada si sono alternati a originali sovrapposizioni di V-neck e bluse rubate al guardaroba degli infermieri.
Di forte impatto sono apparsi gli ampissimi bermuda, che disegnavano sul corpo degli emaciati indossatori prediletti dalla griffe un’ariosa silhouette a forma di Y rovesciata. Forse un colto riferimento alle sperimentazioni dei sarti del costruttivismo russo degli anni Venti.
Proprio i vivaci grafismi geometrici dei costumi di Varvara Stepanova e di Alexandra Ekster hanno fatto venire in mente le camicie con dettagli a contrasto e i pullover intarsiati con colori segnaletici che forniscono un’inedita visione del navy-look, evocato anche nel soundtrack, un remix di musiche e ritornelli del fassbinderiano “Querelle de Brest”.
r.m.
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