Milano Unica chiude a quota 12.500 aziende presenti

Sono state 12.500, in leggera crescita rispetto allo scorso febbraio, le aziende che hanno visitato Milano Unica, la fiera del tessile che chiude i battenti oggi e che ha presentato le proposte di 486 espositori (di cui 382 italiani) nel complesso del Portello di Fieramilanocity.
Un risultato tutt'altro che scontato, per un appuntamento che partiva in salita con il 7% di exhibitor in meno in confronto con un anno fa, rispecchiando un momento particolarmente delicato per il settore: infatti, uno studio congiunturale realizzato dal Centro Studi di Smi presso un campione di imprese associate evidenziava, relativamente al primo trimestre 2009, un calo del 32,6% del fatturato tra Italia ed estero. Altrettanto preoccupante la situazione sul fronte dei volumi produttivi, in contrazione del 32,4%, mentre alla voce "raccolta ordini" si registrava un -29,5%. Inoltre, nel periodo gennaio-aprile l'export di tessuti made in Italy aveva incassato un -30,3% (-27,2% in Europa, -34,2% fuori dal nostro continente, con una punta del -53,5% per gli Usa).
Premesse drammatiche, dunque, ma numeri tutto sommato soddisfacenti per la rassegna guidata da Pier Luigi Loro Piana, che racchiude i saloni Ideacomo, Ideabiella, Shirt Avenue e Moda In. I singoli ingressi sono stati circa 24mila e conforta il fatto che le presenze straniere siano aumentate del 2,5% rispetto alla precedente edizione. Ottima la risposta dei compratori internazionali, trainati dai portavoce di Cina e Hong Kong, con unica eccezione il Giappone, in fase riflessiva. Pier Luigi Loro Piana ha sottolineato non solo il segnale forte dato dal Governo con la presenza di Silvio Berlusconi all'inaugurazione, ma anche l'attenzione manifestata dagli addetti ai lavori verso la sfilata dei giovani talenti On Stage. Ora c'è da sperare che le promesse fatte da Letizia Moratti, sindaco di Milano, e Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, che hanno accennato alla possibilità di organizzare iniziative culturali a supporto della fiera, non rimangano allo stato di mere intenzioni, ma si trasformino in fatti, "in modo da fare di Milano Unica, sempre più, uno straordinario strumento di marketing per le aziende europee e, in particolare, per il made in Italy".
Un impegno condiviso da Silvio Albini (al vertice di Shirt Avenue), Alberto Jelmini (Moda In) e Beppe Pisani (Ideacomo), mentre è lo stesso Loro Piana ad avere la responsabilità di Ideabiella. Tutti sono d'accordo su un punto: per parlare di ripresa è ancora presto, "anche se la crescita delle presenze delle aziende visitatrici, che però hanno contenuto i costi riducendo il numero dei componenti dei propri team, va interpretata come il primo, vero segnale dell'avvio di una controtendenza", conclude Massimo Mosiello, direttore generale di Milano Unica.
a.b.
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