Milano Unica: una passerella di oltre 100 metri per i talenti di On Stage

Sono dieci i designer internazionali scelti dal salone tessile, in scena nel capoluogo lombardo fino a venerdì, per il progetto On Stage, realizzato con il supporto di Woolmark. Ieri sera hanno sfilato a Fieramilanocity su una passerella di oltre 100 metri.
On Stage, come ha dichiarato ieri Pier Luigi loro Piana durante la cerimonia inaugurale della fiera di cui è presidente, “è un progetto che vuole riportare l’accento sul legame tra l’universo tessile e gli stilisti, ponendo l’attenzione sulla nuova creatività”.
I risultati di questa iniziativa, realizzata con il contributo del Ministero dello Sviluppo Economico, dell’Ice e di Fiera Milano, si sono visti in passerella a conclusione della prima giornata di Milano Unica, nel corso di una sfilata collettiva dove ciascuno dei partecipanti si è affidato a 15 outfit per raccontare il suo stile.
Ha cominciato l’inglese Charles Anastase, che ha mostrato al pubblico milanese un sunto della sua visione estetica ispirata all’eclettismo bohémien, a base di giacche navy in lana bouclé, pantaloni trasparenti e patchwork Arlecchino. Poi è stata la volta di Sara Lanzi, già segnalatasi nel 2008 tra i finalisti del “Who’s on next?”, che ha presentato rigorosi completi di gusto maschile e pull stramati super femminili.
Nel knitwear si è però particolarmente distinto il giapponese Suzuki Takayuki, che ha sposato da tempo la fede eco-chic e si è specializzato nell’uso del cotone organico, con sofisticati risultati all’insegna della leggerezza. Di immediato impatto sono apparsi gli architettonici abiti di Emilio de la Morena, che ha scelto colori audaci (come il rosso fuoco e il giallo fluo), sagomature bimateriche di gusto lingerie e sinuose costruzioni geometriche nel segno di Azzedine Alaïa e di Claude Montana negli anni d’oro.
Diverso è l’approccio di Todd Lynn, che ha lavorato per sette anni da Roland Mouret. Alla platea di Milano Unica il designer candese ha fornito ieri sera un dimostrativo saggio del suo stile glam-rock per lei e per lui, che per l’occasione ha messo in campo chiari riferimenti all’abbigliamento ecclesiastico, con tanto di rosari e stole talari. Ha confermato il suo noto amore per l’etno-look il menswear del duo Blaak Homme (alias Sachiko Okada e Aaron Sharif), che ha presentato abiti stampati con motivi di fossili e gessature finto manuali, pull a rete, pantaloni neo-animalier e collane primitiviste.
Pìù casual la cifra stilistica di Thomas Engel Hart. Molto attento alla qualità dei tessuti e alla costruzione dei capi, l’ex creative director del menswear di Thierry Mugler ha mixato camicie da boscaiolo, jeans con netti squarci orizzontali, patch di nappa e polo fascianti che drappeggiano alte fusciacche in vita. Al gusto sauvage hanno attinto le artigianali cinture in metallo dalle ingannevoli scaglie di pitone, che Ilaria Nistri ha abbinato ad alcune sue creazioni femminili di donante rigore sartoriale. Ha confermato la sua nota passione per la “coquetterie” e per le applicazioni di gale e passamanerie Alexis Mabille, coccolato press-darling francese e apprezzato creatore di estrosi papillon. Per il suo mini show milanese il designer ha mandato in pedana due completi da sexy cameriera e un fiammante cappotto-vestaglia, per dandy amanti del velluto.
Ha guardato a un ideale pubblico giovane che non vuole osare l’inosabile Maurizio Miri, artefice di una fresca collezione maschile che ha concluso la sfilata di On Stage. I suoi capi neosartoriali, dal fitting aderente e dai colori vivaci (che sulla passerella avrebbero potuto essere meglio valorizzati da uno styling più contemporaneo), saranno a disposizione dei visitatori di Milano Unica in uno dei dieci showroom allestiti in un’apposita area di Fieramilanocity.
r.m.
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