Milano ospita e promuove le novità per la sposa con Sì Sposaitalia Collezioni e Wedding Doors

Da oggi a lunedì 28, in Fiera a Milano, va in scena Sì Sposaitalia Collezioni, la rassegna curata da Expo Cts che intende svelare tutte le novità e le collezioni di abiti per il 2005 destinate al matrimonio e alla cerimonia. Quest’anno, inoltre, grazie a Wedding Doors (iniziativa del consorzio Si Export-Sposa Italia di Smi), i luoghi delle presentazioni di abiti da sposa in città sono segnalati e riportati nella Wedding Doors Map.
Un guida, spedita ai buyer del settore di tutto il mondo, che ha l'obiettivo di "spingere" sulla promozione di un comparto che ha chiuso il 2003 con risultati positivi.
L'offerta milanese schiera in Fiera, su una superficie di 14.200 metri quadri, 105 espositori con 127 collezioni: Sì Sposaitalia Collezioni detiene, infatti, la leadership fra i saloni di settore in Europa e all’appuntamento sono attesi oltre 5.000 operatori da tutto il mondo.
Del resto, in controtendenza rispetto all’andamento generale dell’abbigliamento, il comparto della sposa si sta rivelando in crescita. “I dati elaborati da Smi – dichiara Piero Costa, direttore dell’associazione confindustriale della moda e del consorzio Si Export - mettono in evidenza un 2003 decisamente positivo. Dopo alcuni anni di sofferenza, il valore della produzione è tornato a crescere, a seguito di un aumento delle esportazioni davvero considerevole”.
Il consuntivo 2003 vede il valore della produzione in aumento del 4,5%, per un totale complessivo di circa 296 milioni di euro. Le esportazioni sono cresciute del 15,7%, pur rappresentando ancora una quota limitata del fatturato complessivo delle aziende italiane.
“La crescita dell’export di abiti da sposa e cerimonia – spiega Paolo Rossi-Doria, presidente del Consorzio Si Export e della sezione Sposa e Cerimonia di Smi - è un indicatore molto importante del potenziale commerciale dell’abito made in Italy. All’estero, e in particolare nei nostri tradizionali Paesi clienti come il Giappone e l’area del Mediterraneo, le caratteristiche della produzione italiana sono fortemente apprezzate e ricercate dalle consumatrici”.
Il 2003 ha rappresentato una svolta anche sul mercato interno. I consumi finali sono aumentati in valore del 2,7%, per un totale di circa 459,3 milioni di euro. Questa crescita, tuttavia, in parte è da attribuire alle importazioni da Paesi a basso costo di manodopera, come l’area asiatica e da Paesi nostri tradizionali concorrenti, come la Spagna.
e.a.
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