"Moda addio?": le possibili risposte in un convegno fiorentino organizzato da Canclini

"Moda addio? Come deve cambiare il sistema moda per puntare al futuro". Se ne è parlato questa mattina a Firenze, in un convegno organizzato dall'azienda tessile Canclini. Tra i relatori il sociologo e analista John Naisbitt. Che auspica il passaggio da "trademark" a "trustmark".
Mentre, da una parte, le aziende devono investire in innovazione e hi-tech, dall'altra "in un mondo in cui la tecnologia può simulare o alterare qualsiasi cosa - ha dichiarato Naisbitt - l'autenticità diventa di primaria importanza”.
“Se i brand sono sempre stati simbolo di autenticità - ha proseguito - in tempi di grande incertezza, come quelli attuali, dovranno trasformarsi in marchi di fiducia, passando così da trademark a trustmark".
E se di innovazione la moda ha bisogno per non scomparire, per Flavio Sciuccati (partner di Ambrosetti e docente Sda Bocconi) "è importante tenere sempre conto della figura del nuovo consumatore, definito ‘postmoderno’: esigente, autonomo, selettivo, competente e, soprattutto, più infedele alla marca rispetto a prima”. Questo in una fase in cui “si sta sempre più contrapponendo – ha fatto notare Sciuccati - l'offerta di proposte di elevato gusto e qualità a prodotti molto banali, di basso costo ed elevata massificazione, come la quasi totalità di quelli made in Asia”.
A questo proposito, non va scordato, come ha sottolineato Sciuccati nella conclusione del suo intervento, che dal primo gennaio 2005 saranno rimosse le quote di esportazione da Cina e India verso i mercati Usa ed europeo".
a.g.
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