Moda e lavoro: confermata la centralità di Milano, soprattutto come fucina di idee

Nel decennio 1991-2001 la maggior parte degli addetti ai settori design e styling in Italia si è concentrata a Milano, con un salto di oltre quattro punti percentuali, passando dal 18,7 al 22,9% del totale occupati. Lo attesta la ricerca "Le professioni della moda, un sistema riflessivo", elaborata dalla Camera di Commercio del capoluogo lombardo.
Il report, che si basa su un’analisi dell’Università Cattolica di Milano, è stato presentato oggi, nell’ambito dell’iniziativa “Milano di Moda” promossa, oltre che dalla stessa Camera di Commercio, dal Comune e da Banca Intesa.
Anche a livello di formazione il trend conferma Milano come laboratorio di creatività e innovazione: in base ai dati 2005, se il 25,4% dei corsi italiani è dedicato a futuri stilisti e designer, in Lombardia la percentuale sale a quota 30,6 e a Milano addirittura a 32,8.
Nella città meneghina si concentra, inoltre, la maggior parte degli addetti ai settori pubbliche relazioni e pubblicità: si tratta rispettivamente del 35,16 e del 31,6% del totale occupazionale italiano (dati al 2001). Si tratta di una quota sostanzialmente in linea con quella del 1991.
Tendenza ribassista nel caso, invece, dei comparti “macchinari” e “tessile”. La share di Milano scende, nel primo caso, dal 13,1 al 9,4% del totale nazionale, nel secondo dal 5,3 al 4,8%.
e.f.
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