Moda maschile: il fatturato 2009 cala del 9,7% al di sotto dei 9 miliardi di euro

Secondo le prime e ancora provvisorie stime, basate sia sulle indicazioni fornite dalle imprese associate a Smi, sia sull’andamento congiunturale del quadro macroeconomico di riferimento, il 2009 si dovrebbe chiudere con una contrazione del giro d’affari del -9,7%: il fatturato del settore scenderebbe così al di sotto dei 9 miliardi di euro raggiunti negli anni precedenti.
Come riferisce la nota stilata da Sistema Moda Italia per Pitti Immagine Uomo, le performance del menswear italiano - in un’accezione che comprende abbigliamento esterno in tessuto e a maglia, camiceria, cravatte e leatherwear - sono state fortemente penalizzate dal crollo della domanda mondiale conseguente alla grave crisi finanziaria.
Il calo delle vendite in tutti i principali mercati di sbocco ha colpito duramente un settore che esporta più della metà della propria produzione: le vendite all’estero hanno fatto registrare un calo del 14,1% a 4,49 miliardi di euro, un impatto che la domanda interna, a sua volta interessata da dinamiche negative (-7,1%), non è riuscita a controbilanciare.
Un quadro più dettagliato circa i risultati nelle diverse aree di sbocco lo forniscono i dati relativi all’export nei primi nove mesi del 2009: i Paesi extra-Ue, che negli ultimi anni erano stati trainanti, hanno perso complessivamente il 20%, con forti riduzioni negli Usa (-22,8%), in Russia (-31,3%), in Giappone (-14,6%).
Il mercato intra-UE ha evidenziato una riduzione attorno al 10,1%, con andamenti differenziati tra gli Stati più colpiti dalla crisi, (come Spagna e Regno Unito rispettivamente a -17,7% e -16,3%) e altri meno: Francia e Germania, per esempio, evidenziano contrazioni piuttosto contenute, rispettivamente pari a -4,2% e -7,2%.
Anche per l’import è previsto un decremento, se pur più contenuto, che per i 12 mesi si attesta intorno al -3%, a 3,54 miliardi di euro. Si prevede, quindi, un significativo ridimensionamento dell’attivo commerciale, che si fermerà al di sotto della soglia del miliardo di euro (precisamente a 947 milioni di euro).
Riguardo le diverse merceologie, l’abbigliamento in pelle e le cravatte hanno registrato un andamento particolarmente negativo; il vestiario esterno dovrebbe presentare una contrazione superiore all’11%, mentre maglieria e camiceria potrebbero contenere le perdite attorno al -8%.
c.mo.
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