Mulberry accelera e apre una seconda unit in Gran Bretagna

Nell'esercizio terminato il 31 marzo, lo specialista britannico degli accessori Mulberry (nella foto, alcune proposte estive) ha raggiunto i 168,5 milioni di sterline di giro d'affari (circa 208 milioni di euro), in aumento del 38% rispetto all'anno prima, grazie a un forte impulso determinato dalle vendite all'estero. Nei mesi a venire continuerà a investire per sviluppare il business oltreconfine e ampliare la capacità produttiva.
Nel fiscal year il gruppo ha visto un incremento del fatturato internazionale a 65,2 milioni di sterline (+61%): un valore sempre più vicino ai ricavi registrati in madrepatria, pari a 77,2 milioni (+30%), destinato a crescere ulteriormente grazie agli opening in programma all'estero. In deciso progresso anche il fatturato online: +58% a 14,5 milioni di sterline. Il risultato operativo annuale di Mulberry è quindi passato da 23 a 35,4 milioni di sterline, mentre l'utile è salito da 17 a 25,3 milioni.
Il gruppo, che da marzo è sotto la guida del nuovo a.d. Bruno Guillon (ex Hermès e Lvmh), ha avviato 14 nuovi store nell'anno tra Gran Bretagna, Olanda, Usa, Corea, Singapore, Tailandia e Taiwan. In più ha completato l'ampiamento della fabbrica, nel Somerset, che ha permesso di incrementare la capacità produttiva del 30% e di creare 60 posti di lavoro. Godfrey Davis - attuale presidente che da fine mese diventerà chairman non esecutivo - ha inoltre preannunciato il progetto di creare un secondo stabilimento produttivo, nella stessa area, per un investimento di 7,5 milioni di sterline (2,5 dei quali forniti dal Regional Growth Fund), che darà lavoro ad altre 300 persone quando sarà operativo (si stima nel dicembre 2013).
Per il nuovo esercizio sono in programma 15-20 aperture fuori dai confini nazionali. Tra le piazze di interesse San Francisco (questo mese), Washington Dc, una località non ancora precisata della Corea (prima di marzo 2013) come pure Singapore, Giappone e Shanghai.
Unica nota "stonata" del report di bilancio, sono i dati delle vendite retail riferiti alle 10 settimane terminate il primo giugno, che mostrano un calo del 12% rispetto allo stesso periodo del 2011 (+3% like-for-like).
e.f.
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