Napapijri a Firenze: nel mirino il retail con 40 nuove vetrine ogni anno

Torna a focalizzare l'arena di Pitti Uomo il brand di informalwear Napapijri, in capo al gruppo Vf Corporation. Perché è il momento di stare vicini ai clienti a cui raccontare una storia in progress, fatta di tante aperture (40 l'anno) e di un prodotto che si rinnova. La racconta Andrea Cannelloni, vice president general manager del brand.
"Siamo qui con l'intenzione di mandare un messaggio di positività, un invito a guardare al futuro e per dire ai clienti che noi ci siamo e ci saremo - ha spiegato a fashionmagazine.it Cannelloni -. Questo è il momento di decidere con chi impostare il domani, in una fase di attenta selezione".
Il retail è una delle aree nevralgiche per il marchio, che divide il suo fatturato in parti uguali tra Italia e Germania (17% ciascuna), seguite da Francia e da altri Paesi europei, da Russia, Ucraina e Middle East. "Tre anni fa - spiega Cannelloni - avevamo 30 negozi mentre oggi le nostre vetrine in franchising sono 130 in tutta Europa, cui si aggiungono 20 flagship e il network di 2.500 plurimarca. Il 2012 chiuderà con altri 15 opening, per un totale di 40 nuovi shop entro l'anno. Più altri 40 il prossimo". Spazi in affiliazione principalmente, anche se dalla fine del 2013 si tornerà a dare avvio ai negozi bandiera.
In parallelo evolve il prodotto e si affina nei contenuti. "Scompaiono i grandi loghi e si impone un'immagine più minimal, che lascia spazio a capi meno classici", chiarisce Cannelloni. A tal fine ci avvaliamo di un nuovo team stile molto internazionale, con figure provenienti da tutta l'Europa". Per il futuro, il manager non nasconde l'intenzione di dare vita a capsule in collaborazione con stilisti noti, anche se prima "è meglio cominciare con i talenti che sono in casa".
Tanto impegno si traduce in un fatturato previsto in progressione high single digit nell'anno in corso. Merito anche dell'espansione oltrefrontiera, con obiettivi ambiziosi in svariati mercati. In Russia - dove sono operativi due monobrand e due shop in shop e dove ci sono quattro richieste di aperture -, in Ucraina, area dove a regime si arriverà a sette store, partendo dai primi tre imminenti, e in Kazakistan (qui entro fine anno si dovrebbero totalizzare cinque nuove inaugurazioni). E poi c'è il Far East dove si parte ora in maniera strutturata, con la Cina in fase di sviluppo e la Corea, con un nuovo distributore, al centro di un investimento di un milione di dollari in pubblicità per la fase di start. Come dice Cannelloni: "Noi oggi siamo pronti. L'importante in questo momento è avere il coraggio di uscire dalla comfort zone per fare di meglio e di più".
c.me.
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