Negroponte alle aziende del made in Italy: innovate, ma fatelo adesso

Ha lasciato il segno l’intervento di Nicholas Negroponte, questa mattina al convegno su "Moda e Tecnologia" alla Triennale di Milano. Il guru del M.I.T. di Boston ha tratteggiato gli sviluppi futuri della tecnologia e dell’uso che ne faremo. Ha esortato, inoltre, le aziende del made in Italy ad agire: il gap che ci separa da Paesi come India e Cina è di soli 5-10 anni, in termini di capacità di innovare ed essere creativi.
Dopo il saluto di Mario Boselli, presidente della Camera Nazionale della Moda - che sul tema “Moda e Tecnologia” ha costituito recentemente un gruppo di lavoro guidato da Alberto Masotti del gruppo La Perla - e dei rappresentanti degli sponsor dell’evento (Andrea Pontremoli, presidente e a.d. di Ibm, e Denise Sakuma Wertz, apparel global brand strategist di Invista), l’attenzione dei numerosi ospiti del talk show ideato da Marina Garzoni è andata a Negroponte.
“Una delle direzioni seguite dallo sviluppo tecnologico – ha spiegato il ricercatore – è sicuramente l’interazione fra il cervello umano e il computer. A questo scopo si stanno progettando interfacce destinate a essere incorporate in dispositivi sempre più piccoli. Ecco allora che un ambito molto interessante sarà quello della progettazione di accessori con annessi ‘device’ che consentono l’interazione e la connessione”.
Ma anche per i tessuti è possibile immaginare un “potere di calcolo” inserito nella trama: le superfici, in questo caso, possono diventare un vero e proprio display con il quale interagire. Altro campo d’interesse, al momento trascurato, è quello legato all’energia. “Camminando creo e speco energia. Perché non posso imbrigliarla e utilizzarla?”, ha detto Negroponte, suggerendo implicitamente a Giovanna Gentile Ferragamo, intervenuta al talk show, di progettare una calzatura in grado di inglobare e sfruttare l’energia sviluppata a ogni passo.
Infine, Negroponte si è detto convinto che l’Italia possa essere leader nell’innovazione tecnologica per il settore della moda, ma con un monito: “Gli italiani parlano molto, bisogna che operino con lo stesso zelo”, ha affermato il ricercatore. Il M.I.T., in questo senso, è disponibile per svolgere collaborazioni. La moda, dal canto suo, deve “stimolare” la tecnologia: sono i designer che devono dare l’impulso per nuove realizzazioni.
“E’ arrivato veramente il momento in cui puntare sull’innovazione – ha aggiunto -. Paesi emergenti come Cina e India, in questo periodo della loro storia, non possono necessariamente essere creativi. Possono copiare e sanno farlo molto bene”. “Il vostro gap, in termini di know how tecnologico, vi consente una ‘finestra’ di 5-10 anni, poi questo vantaggio competitivo si esaurirà”, è stato il messaggio finale di Negroponte.
La giornata di studio è proseguita con altre testimonianze e sezioni su temi specifici.
e.a.
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