Nel 2003 la ripresa, soprattutto per il tessile

Secondo i dati diffusi oggi dalla Camera della Moda, il 2002 chiuderà per il tessile-abbigliamento italiano con un calo del 2,5% sul 2001. Buone, invece, le previsioni per il 2003 quando il giro d’affari dovrebbe crescere tra il 3 e il 4%, anche grazie a una netta ripresa del tessile. I Fashion Economic Trends, le previsioni che la Camera Nazionale della Moda Italiana, elabora in collaborazione con Hermes Lab, anticipano per il 2002 un fatturato di 71.097 milioni di euro, penalizzato da una caduta dell’export a 40.085 milioni di euro, pari al -6,8%. Nel corso del prossimo anno le vendite all’estero dovrebbero però tornare a crescere a un ritmo del 4,6%. Stabili per il 2002 le importazioni (+1%) che torneranno a espoldere nel 2003 con un previsionale +7%.
L’andamento del secondo semestre 2002 è stato peggiore rispetto al primo e particolarmente negativo per i comparti a monte che hanno subìto un vero tracollo, con cali produttivi che nel terzo trimestre hanno sfiorato il -15%. Migliore, invece la situazione per l’abbigliamento: la conquista di una minore ciclicità del vestiario ha fatto la differenza, mettendo il fatturato del comparto al riparo dalla caduta che ha colpito il tessile.
Per contro le previsioni per il 2003 sono positive, a partire da metà anno, proprio per filati e tessuti. Il tessile, più ciclico e più “dollaro-dipendente”, avrà infatti un andamento ancora negativo (-1%) nella prima parte dell’anno, per poi portarsi intorno a un +5% con il rafforzamento della ripresa economica a livello mondiale e il venir meno dell’effetto cambio negativo. In alcuni comparti del tessile in cui la fase recessiva è stata particolarmente pesante, il rimbalzo sarà anche più consistente.
c.mo.
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