NeroGiardini sale a 200 milioni di ricavi nel 2009 (+8,5%) e punta a 500 milioni nel 2015

Procede a passo spedito lo sviluppo di NeroGiardini. Il brand di calzature e abbigliamento, che fa capo alla Bag di Monte San Pietrangeli (Fm), ha concluso il 2009 con un fatturato pari a 200 milioni di euro, in crescita dell’8,5% sul 2008, mentre i primi due mesi del 2010 segnano un progresso del 20%. Nei piani della società, raggiungere quota 500 milioni entro il 2015.
“Si tratta di un obiettivo ambizioso - anticipa a fashionmagazine.it Enrico Bracalente, amministratore unico dell’azienda - che vorremmo centrare portando al 35-45%, dall’attuale 10%, la parte di esportazioni sui ricavi complessivi, ma soprattutto con l’apporto dell’abbigliamento: puntiamo a generare fra cinque anni un giro d’affari di 100 milioni di euro”. Costruire un brand internazionale: questa la strategia di medio termine della realtà marchigiana, che al momento sviluppa il 90% del turnover in Italia, grazie a un network di 45 monomarca (di cui 35 in franchising) e un nutrito canale multimarca, che conta 2mila store per l’adulto e 550 per il bimbo (il primo negozio, dedicato esclusivamente alla linea per i più piccoli, è stato inaugurato in questi giorni in corso Venezia a Milano).
Oltre confine, il brand è commercializzato principalmente nel Benelux, in Francia, Germania, Russia e Spagna, mentre di recente si sono aggiunte Grecia e Gran Bretagna: “Vogliamo certamente consolidare il business internazionale, ma preferiamo replicare il modello di agenti e reti vendita che ha consentito di affermarci e svilupparci in Italia - dice Bracalente - ricorrendo al minimo all’ausilio di importatori e distributori. Stiamo valutando, inoltre, opening nelle principali capitali europee”.
Nonostante la diffusione capillare sul territorio nazionale, NeroGiardini intende rafforzare ulteriormente la presenza lungo la Penisola: “Prevediamo di raggiungere 300 monomarca in franchising entro il 2015 - aggiunge l’imprenditore -. Ci sono ancora margini di crescita in Italia, grazie anche all’ampliamento della nostra offerta, al dinamismo dell’abbigliamento (che abbiamo introdotto un anno fa) e delle proposte per il bambino”.
La scelta di non delocalizzare la produzione, presa alla fine degli anni ’90, è stata premiante: “Realizziamo, interamente nel nostro Paese, 18mila paia di scarpe al giorno. La ricetta per rendere redditizio questo business è semplice: economie di scala, razionalizzazione dei costi e massima organizzazione. Cerchiamo di ottimizzare tutte le fasi del processo produttivo, non ci devono essere sprechi”, sottolinea Bracalente.
d.p.
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