New York: più sostanza e meno capricci in questa tornata di sfilate

Un po' più presentazioni, un po' meno sfilate (hanno chiuso perché fallite Obedient Sons and Daughters, Searle, Bill Blass, Kira Plastinina). E un po' più sostanza, un po' meno capricci: ecco cosa ci si aspetta dalla Mercedes-Benz Fashion Week, ai blocchi di partenza con le proposte autunno-inverno 2009/2010 (nella foto, un modello di Ralph Lauren presentato alla scorsa edizione).
La grande tenda in Bryant Park è stata ormai già allestita (per la penultima volta, perché nel 2010 ci si trasferisce presso il Lincoln Center) e c'è in tutti gli addetti ai lavori la speranza che questa edizione - in programma da domani al 20 febbraio - si riveli meno nera di quel che si prospetta. Sicuramente ci saranno meno celebrity nei front row: troppo costosi da ingaggiare, gli onnipresenti vip. La grande crisi ha costretto un sistema - che a volte è sembrato impazzito, con feste arrivate a costare 1 milione di dollari e sfilate 500mila (Marc Jacobs ne sa qualcosa) - a fermarsi e riflettere su quello che alla fine è essenziale: vendere abiti, come ha detto con semplicità la patron della kermesse, Fern Mallis.
Meno look in pedana (molti stilisti hanno annunciato che da 50 passeranno a circa 30, come Carmen Marc Valvo) ma anche una nuova attenzione espressa da molti dei designer di tornare a lasciar spazio alla creatività. Certo sarà impossibile, in un "tempio" del lusso come questo, non notare la presenza (ingombrante) di uno dei megasponsor dell'evento: McDonald's, che offirà MaCafé a tutti coloro che gli capiteranno a tiro. È anche certo che si parlerà meno di "cosa farà, dirà, vestirà" Mrs. Anna Wintour: con i suoi advertiser che non hanno più soldi per fare pubblicità su Vogue America, automaticamente perde potere anche la Bibbia della moda americana.
Tutto questo avverrà mentre in alcune piccole boutique, quelle cioè che non hanno avuto il potere economico di cancellare gli ordini, fanno capolino i pre-saldi della primavera estate, con buona pace di Saks che, dopo ave fatto mea culpa per i ribassi (quasi scandalosi e che hanno notevolmente irritato tutti gli stilisti), ora si pente perché, dice "ci vorranno anni per rieducare i clienti ad acquistare a prezzo pieno". Per il calendario della manifestazione, si veda il sito http://mbfashionweek.com/newyork.
m.m. m.m.
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