Nike batte le stime degli analisti nel quarter

Il gigante degli sporting good Nike (nella foto, il nuovo modello Nike Flyknit) supera le stime degli analisti nel terzo trimestre fiscale, grazie a un recupero del business in Nord America. L'utile netto, nei tre mesi terminati il 29 febbraio, è salito del 7% a 560 milioni di dollari, o 1,20 dollari per azione, dagli 1,17 dollari della media degli analisti interpellati da Bloomberg.
Il gruppo di Beaverton (Oregon) ha totalizzato 5,8 miliardi di ricavi, in aumento del 15% rispetto al terzo trimestre di un anno prima con il Nord America (mercato principale con un giro d'affari totale di 2,15 miliardi di dollari) in progresso del 17%. Di entità inferiore la crescita in Europa: +4% nella parte occidentale (secondo maggiore mercato per dimensione) e +9% in quella centrale e orientale. In netta accelerazione la Greater China, che ha segnato un +25%, e gli emerging market (+23%).
Nei nove mesi invece il turnover della società, che ha in portafoglio anche marchi come Umbro, Converse, Hurley e Cole Haan, si è attestato a 17,66 miliardi di dollari (+17%) e l'utile netto a 1,67 miliardi (+9%).
Quanto ai mesi a venire, il ceo Mark Parker resta ottimista, nonostante il periodo di incertezza. A supporto della sua view i dati sugli ordini futuri relativi al brand Nike: quelli con consegna tra marzo e luglio sono risultati pari a 9,4 miliardi di dollari, il 15% in più rispetto all'analogo periodo del 2011.
e.f.
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