Nike: margini annuali a livelli mai raggiunti, anche grazie al dollaro debole

Un’annata da ricordare, quella del colosso dello sportswear Nike. Complice la svalutazione del dollaro, l’anno fiscale chiuso il 31 maggio scorso ha visto i ricavi salire del 15% a 12,3 miliardi di dollari. L’utile netto è passato da 740 a 946 milioni di dollari (+28%). La chiave di questo successo? "Collezioni sempre innovative e una forte intesa con il consumatore", spiega il ceo Philip H. Knight.
È stato un anno di soddisfazioni anche per gli investitori (il titolo Nike è quotato al Nyse), come ha ricordato Knight. Le azioni del gruppo di Beaverton (Oregon) sono salite del 27% nell’esercizio fiscale. Nel periodo considerato, inoltre, il dividendo trimestrale è stato innalzato del 40%.
L’ultimo trimestre dell’esercizio ha fatto registrare un +17% del turnover, attestatosi a 3,5 miliardi di dollari e un +24% del risultato netto, posizionatosi a 305 milioni di dollari.
Positivi anche i segnali per i mesi a venire: le consegne di footwear e abbigliamento sportivo in programma fra giugno e il prossimo novembre dovrebbero totalizzare 5,5 miliardi di dollari, con un progresso del 10,7% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Il mercato più ricettivo risulta l’Asia-Pacifico (+21%), seguito da Stati Uniti (+10%), Europa (+9%) e Americhe (+4%).
e.f.
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