No ai saldi sottobanco, sì a un eventuale sconto di "benvenuto" del 10%

Dopo avere effettuato le opportune verifiche, la Camera della Moda dichiara priva di fondamento la voce circolata ieri a proposito di saldi sottobanco anticipati al 25 aprile nel quadrilatero della moda, in occasione del Salone del Mobile. Boselli suggerisce, invece, che potrebbe essere un bel gesto di benvenuto offrire a tutti coloro che saranno a Milano per la manifestazione uno sconto del 10%.
“Da anni in Francia durante i saloni parigini vengono dati coupon per poter acquistare a prezzo agevolato - dice a fashionmagazine.it Mario Boselli -. Non ci sarebbe nulla di male se lo facessimo anche noi: sarebbe una piacevole forma di promozione, un’apertura della città nei confronti degli ospiti”.
Le parole del presidente della Camera della Moda pongono fine, almeno per il momento alla confusione scatenata ieri da un articolo apparso su Il Sole 24 Ore, secondo il quale gli inquilini del quadrilatero milanese avrebbero deciso - vista l’attuale inappetenza del mercato - di incominciare a scontare, in modo ovviamente non ufficiale, tra poco più di un mese.
Anche Beppe Angiolini, presidente della Camera dei Buyer, a nome dei circa 100 titolari di multimarca associati reputa inammissibile pensare a saldi anticipati che intaccherebbero il rapporto di fiducia con i consumatori e di certo non risolverebbero il problema della crisi delle vendite. “Bisogna impegnarsi ancora di più nei confronti dei propri clienti, essere propositivi e cercare di invogliarli all’acquisto - spiega il noto dettagliante aretino -. È chiaro che agli habitué si è sempre garantita un po’ di ‘elasticità’ e si continuerà a garantirlo, anche perché rientra nella logica di mercato, ma questo non ha nulla a che fare con gli sconti anticipati”. “Spero proprio che questa idea dei saldi sottobanco anticipati ad aprile da parte dai monomarca resti tale - sottolinea Michele Giglio dei punti vendita Giglio a Palermo -. Anche perché sarebbe come un gatto che si morde la coda: scontare la merce fa decadere agli occhi della clientela il valore di una griffe, che invece deve per definizione restare elevato”.
e.c.
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