Normativa sull'e-commerce: la Camera blocca l'emendamento e Indicam protesta

La Camera dei deputati ha respinto nei giorni scorsi l'emendamento in materia di e-commerce (noto come articolo 18), proposto dal leghista Gianni Fava, nell'ambito della Legge Comunitaria 2011: un'iniziativa che consentiva di fatto a chiunque di chiedere direttamente al fornitore di servizi Internet la rimozione di contenuti ritenuti lesivi del diritto d'autore, diffamatori o comunque illeciti. Ora si aprono le polemiche.
Infatti Indicam, l'istituto di Centromarca per la lotta alla contraffazione, ha espresso il suo rammarico per questa scelta in una lettera aperta al Parlamento e al Governo.
Indicam ricorda che l'articolo 18 è nato come risposta a un intenso lavoro della Commissione parlamentare di inchiesta sulla contraffazione e la pirateria e che si tratta di una norma "essenziale ed esemplare nel delineare un punto di equilibrio tra le esigenze di proteggere i diritti e quella di lasciare alla Rete la massima libertà". Viene considerato inoltre da questa associazione un atto dovuto per completare le carenze della trasposizione italiana della Direttiva eCommerce (D. Lgs. 9 aprile 2003 n. 70).
"L'articolo respinto riguardava esclusivamente la lotta alla contraffazione di marchi e design e solo questa sanzionava - ha precisato Carlo Guglielmi, presidente di Indicam -. Nella campagna di informazione che ha preceduto la votazione, si è fatto appello alle libertà fondamentali, ma si è trascurato il fatto che l'industria manifatturiera italiana vede i propri bilanci messi in pericolo dalla contraffazione che l'attuale regime di esenzione di responsabilità a favore dei fornitori di accesso oggettivamente favorisce".
Diversa la posizione di Confindustria Digitale. "Il voto contrario all'emendamento Fava rappresenta una decisione giusta presa dal Parlamento - ha dichiarato il presidente di quest'organizzazione, Stefano Parisi - in quanto quella norma era inadeguata a contrastare i fenomeni di contraffazione in Rete". Ciò non toglie che la lotta alla pirateria online "costituisce uno dei pilastri su cui far crescere l'economia digitale in Italia e che il legislatore dovrà approfondire il tema per giungere a una norma innovativa, capace di colpire i fenomeni contraffattivi e proteggere in modo efficace il diritto alla proprietà intellettuale in Internet, ma tenendo conto delle peculiarità del web e senza svilire le sue grandi potenzialità". Il dibattitto è quanto mai aperto.
e.a.
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