Nuove regole della moda: una riflessione di Gianguido Tarabini

Dopo che Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno annunciato in un'intervista pubblicata sul numero 1711 di Fashion di essersi impegnati a ridurre i listini, ricalibrare l’offerta e ripensare le tempistiche, Gianguido Tarabini, amministratore unico di Blufin, introduce ulteriori spunti di riflessione.
"Mi trovo pienamente d’accordo con la 'terapia' di Dolce & Gabbana - dice -. Per la prossima stagione abbiamo realizzato, sia per Blumarine che per Blugirl, collezioni più mirate e meno dispersive, con la massima attenzione al listino prezzi".
Tarabini si sofferma soprattutto sulla corsa all'anticipo "senza se e senza ma", che in momenti di maggiore euforia aveva un senso ma oggi non più. "Siamo arrivati al paradosso di consegnare a fine maggio gli anticipi invernali e a inizio novembre i campionari estivi", sottolinea, auspicando che il sistema moda si risintonizzi sulle vere priorità del consumatore finale e facendo notare che l'attuale impostazione finisce per penalizzare sempre più le proposte destinate alla sfilata, "a cui tutto il sistema moda ha sempre riservato la maggiore attenzione e i maggiori investimenti, essendo le più rappresentative del dna di ogni maison". "Credo fermamente che dovremmo tutti tornare a una situazione più vicina alle reali necessità di mercato - puntualizza -. Collezioni in consegna nel periodo di effettivo consumo e saldi a luglio e gennaio". Un aggiustamento di rotta che comporta una sinergia di tutto il sistema, che secondo Tarabini dovrebbe anche riconsiderare altri aspetti del proprio modus operandi. L'imprenditore si riferisce in particolare ai "costi spropositati che gravitano intorno al mondo della moda: dei servizi fotografici, degli allestimenti, di certi eventi – comprese le sfilate – sono da capogiro, molto più alti rispetto a qualsiasi altro settore". "Non metto in dubbio la specifica specializzazione e l’indiscutibile professionalità - chiarisce - ma le cifre richieste da certi professionisti, che fino a oggi abbiamo tutti contribuito a far lievitare, sono veramente pazzesche e si ripercuotono inevitabilmente sul cartellino dei prodotti". "È il momento di voltare pagina", conclude, appellandosi al buon senso generale, "senza per questo rinunciare al sogno e alla magia della creatività".
a.b.
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