Nuovo Boss store a Firenze, ma i progetti non finiscono qui

Con special guest dj Skin, la cantante inglese ex leader degli Skunk Anansie, Hugo Boss ha inaugurato un nuovo store a Firenze - 250 metri quadrati su due livelli, al 17 di via Tornabuoni - mentre lo spazio già esistente, che si affaccia su piazza della Repubblica si presenta ora come punto di riferimento per gli accessori della fashion house tedesca. A illustrare i progetti del brand in Italia, il nuovo managing director per il nostro Paese, Alessandro Giardino.
33 anni, vicentino, una laurea in scienze politiche ed econominiche, Giardino si è formato ed è cresciuto in Hugo Boss. Entrato nel 2001 per occuparsi di travel retail, è divenuto in seguito country specialist per Paesi come Sud Africa, Turchia e Cipro. Dal 2003 fino al novembre dello scorso anno ha invece seguito la direzione vendite in Est Europa (per il gruppo di Metzingen si tratta di una ventina di mercati, tra i quali anche la Russia).
“Il nuovo opening di Palazzo Tornabuoni, come pure la recente inaugurazione del terzo negozio a Napoli, in via dei Mille, è indicativo di come il gruppo stia puntando a un riposizionamento verso l'alto. Lo stesso dicasi per il nuovo corner presso Coin di Piazza Cinque Giornate a Milano, due mesi fa, e per il restyling di quello nella Rinascente di Piazza Duomo, due settimane fa”, ha spiegato l'a.d. all'inaugurazione dello spazio che ospita tutte le collezioni Boss, concepito da un team di architetti interni all'azienda all'insegna di una “raffinata essenzialità”. Con l'inaugurazione di ieri, diventano così sette i monomarca nella Penisola, che vanno ad aggiungersi a sei shop in shop e tre boutique tax free.
Del resto, l'Italia è nella top ten dei territori di riferimento della griffe che, con una crescita 2007-2008 stimata poco al di sotto del 10%, “dovrebbe realizzare un incremento delle vendite a cifra doppia per il 2009”, anticipa Giardino. E i piani di espansione in quest'area non si fermano a Firenze, ha lasciato intendere il giovane a.d., senza sbilanciarsi sui dettagli. Al di fuori dell'Europa, gli altri mercati di interesse restano, come indicano anche le performance realizzate nella prima metà dell'anno (vedi fashionmagazine.it del 2 settembre), l'Est Europa, l'Asia e, nonostante tutto, il Nord America, “da cui a tutt'oggi non emergono segnali scoraggianti”.
Con un nuovo azionista di riferimento (i fondi Permira, attraverso il Valentino Fashion Group, che ha in portafoglio l'88% delle azioni ordinarie) e un nuovo ceo in forze da agosto (Claus-Dietrich Lahrs, ex direttore generale di Christian Dior) la società sta portando a termine progetti di lunga data (come la nuova vetrina fiorentina) ma punta anche all'innovazione e a un ulteriore sviluppo. “Non stiamo consolidando per tornare indietro - conferma Giardino -. La Hugo Boss investe anche nel futuro”. Su eventuali brand extension, vige tuttavia il top secret (tra le iniziative più recenti, i gioielli per le linee Boss Black, Boss Selection e Boss Orange e, per quest'ultima, anche il kidswear).
In attesa dei numeri a nove mesi (in calendario per il prossimo 30 ottobre), dai quali si saprà se il management conferma o meno le previsioni di chiusura d'anno (come un progresso dei ricavi tra il 6 e l'8%, a parità di cambi, vedi fashionmagazine.it del 5 maggio), la griffe prepara lo sbarco a New York. Il prossimo 22 del mese è, infatti, in agenda l'inaugurazione di un concept store sulla 14esima Strada, sviluppato in collaborazione con l'architetto Matteo Thun.
e.f.
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