Obama presidente: le prospettive per la fashion industry

"Non siamo mai stati un insieme qualunque di individui…Siamo gli Stati Uniti d’America": con queste parole il neo-presidente Usa Barack Obama ha salutato la nazione che ha decretato la sua nettissima vittoria su McCain. Sfide importanti lo attendono, anche per quanto riguarda il tessile-abbigliamento.
Come riportano oggi alcuni siti americani, tra i quali wwd.com, se Obama manterrà le promesse della campagna elettorale, si orienterà verso un “fair textile trade” anziché verso un “free textile trade”, dando in particolare un giro di vite alle importazioni dalla Cina, “un Paese che dovrà fare meno affidamento sull’export e più sulla domanda interna”. Nei giorni scorsi, wwd.com ha interpellato 25 executive della fashion industry a proposito delle priorità del neo-presidente: innanzitutto, un piano tempestivo per risalire la china della crisi economica, ma anche una salutare iniezione di fiducia.
“Ultimamente - ha detto Diane von Fürstenberg - gli Stati Uniti sono diventati pigri, egoisti e privi di una visione a lungo termine della loro situazione”. Obama, al contrario, "è il simbolo di un popolo che sa ancora sognare e scommettere sul futuro". Concorda Donna Karan, per la quale Barack ha un'intelligenza e una passione fuori dal comune. "Ci auguriamo che il nuovo presidente guardi al commercio equo come a un'opportunità, non solo per quanto riguarda le merci importate, ma anche per dare slancio all'affermazione dei prodotti American-made nel mondo", ha aggiunto Kevin Burke, presidente e ceo dell'Apparel & Footwear Association nazionale.
Non è un mistero che l'industria della moda si sia schierata in gran parte a favore del candidato democratico, a partire dalla potentissima Anna Wintour, che molto si è prodigata nel sostegno a Obama, per arrivare a Zac Posen, Nanette Lepore, Narciso Rodriguez (che, detto per inciso, ha firmato il vestito rosso e nero indossato stanotte da Michelle Obama), Charles Nolan, Tory Burch, Vera Wang, Marc Jacobs, Derek Lam, Tracy Reese, Isaac Mizrahi, le stiliste di Juicy Couture, Beyoncé e Tina Knowles per House of Deréon. Del resto, per un comparto che necessita di forti e coraggiose misure per non perdere ulteriore terreno rispetto all'avanzata dei Paesi del Far East la nomina di un conservatore come McCain non sarebbe probabilmente stata l'ideale. Grazie al merchandising che gli stilisti hanno prodotto, alle serate di raccolta fondi, alle donazioni libere, il nuovo presidente ha avuto un notevolissimo supporto economico: 150 milioni di dollari. Non rimane che attendere la data di insediamento nel gennaio 2009, decisamente un ottimo modo per iniziare l'anno con buoni propositi. Di crescita, sviluppo e aria nuova.
a.b. e m.m.
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