Occhialeria italiana: 2007 positivo ma si prevede una frenata

Bilancio 2007 positivo per il settore dell’occhialeria, che ha registrato tassi di crescita di poco inferiori a quelli dell’anno precedente: lo ha presentato oggi l’associazione di categoria Anfao a Milano, insieme ad alcune ricerche scientifiche sui danni di luce blu e raggi ultravioletti.
Scendendo nel dettaglio dei dati, le esportazioni hanno seguito un andamento buono lungo tutto l’arco dei 12 mesi, toccando quota +11,6%, con un giro d’affari complessivo di oltre 2,3 miliardi di euro. Le paia di occhiali esportate sono state 82 milioni (sole 52 milioni, vista 30 milioni). Nella seconda metà dell’anno, l’aumento del valore dell’euro sul dollaro e la crisi dell’economia americana, un punto di riferimento imprescindibile per il settore, hanno causato un rallentamento complessivo del flusso commerciale verso l'estero.
L’Europa resta la prima area di sbocco per i prodotti italiani, con un 58,5% (+13,1% sul 2006). L’area americana si è attestata al 31,4%, con esportazioni cresciute dell’8,9% grazie allo sviluppo dei mercati del Centro e Sud America (+45%) e a una sostanziale tenuta degli Stati Uniti (+3%), che rappresentano una quota export del 25%.
Fra i mercati emergenti spiccano il Messico (+56,3%) e il Brasile (+33,7%). Frena invece la Russia (con un debole +1,4%) che raccoglie l’1,4% delle esportazioni. Buoni i risultati di Emirati Arabi (+31,4%) e Arabia Saudita (+46,8%) e si muove anche la Cina, oggi l’1,2% sul totale delle esportazioni. Ma l’occhialeria italiana non sottovaluta il mercato interno, il cui valore nel 2007 è di 1,1 miliardi di euro (+6%). In termini di produzione, fa sapere il presidente di Anfao Vittorio Tabacchi, “il settore, che vanta circa 1.050 aziende per un totale di 18.500 occupati, ha segnato un incremento soddisfacente, attestandosi intorno ai 2,7 miliardi di euro, con un'avanzata di circa l'11% sul 2006, sostenuta in primo luogo dalle performance dell’export, che ne rappresenta l’83%". A beneficiarne sono prima di tutto i leader del comparto "e in seconda battuta quelle aziende medie e piccole che, da sempre, scommettono sull’alta qualità dei prodotti e sull’innovazione continua di design e materiali”. Quanto alle previsioni per l’anno in corso, Tabacchi non si sbilancia più di tanto ma avverte: “Difficile fare pronostici ma, data la situazione macroeconomica, ci aspettiamo una contrazione”.
l.sc.
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