Occhiali: export in calo, ma per il 2004 torna la speranza

Anche il settore dell’occhialeria ha sofferto e soffre a causa della congiuntura economica negativa che ha messo a dura prova tutto il mercato del lusso. E’ quanto è emerso dai dati 2003 diffusi durante il Mido, salone internazionale dedicato a occhiali, montature, lenti e macchinari conclusosi l’altro ieri alla Fiera di Milano.
L’industria italiana dell’occhialeria -1.270 realtà produttive, che danno lavoro a 17.800 addetti, perlopiù collocate nel distretto di Belluno - ha chiuso il 2003 con una produzione pari a 1.870 milioni di euro e un risicato +0,6% rispetto all’anno precedente. Il dato più allarmante, - 4%, riguarda le esportazioni, a quota 1.506 milioni di euro. Tale sofferenza appare in linea con la crisi dei consumi, determinata dal supereuro e dalla concorrenza spesso sleale dei Paesi asiatici.
Le peggiori performance le hanno registrate gli occhiali da sole, da sempre traino dell’export per la produzione made in Italy, a quota 852 milioni di euro, con un -7,2% rispetto al 2002. È andata meglio per le montature, con 611 milioni di euro e un +0,9%. In Europa – dove si è totalizzato un valore di 737 milioni di euro, con una crescita pari al 3,3%, determinata dalla maggiore richiesta di occhiali da sole e montature - hanno dato particolare soddisfazione la Spagna (+18,9%) e il Regno Unito (+6,6%). Oltreoceano, invece, preoccupa il dato export verso gli Stati Uniti, uno dei principali fronti di riferimento per il prodotto italiano, con un -12,3% e 465 milioni di euro.
In calo anche le importazioni, scese del 10% (428 milioni di euro), con una netta flessione degli occhiali da sole (-16,4%) seguiti dalle montature (-8,4%). Un decremento che non pare interessare il mercato dei falsi, al quale però il governo ha dichiarato guerra aperta.
Solo nelle ultime due settimane sono stati sequestrati circa 74 mila occhiali di provenienza clandestina. Dal canto suo l’Anfao, associazione dei produttori italiani, oppone al fenomeno una lotta senza esclusione di colpi e, recentemente, in collaborazione con la guardia di Finanza di Gioia Tauro ha ottenuto la distruzione di un ingente quantitativo di esemplari falsi. A farsi giustizia da sé ha pensato invece il designer Alain Mikli, che in sei stand della fiera ha scoperto e denunciato alcune imitazioni delle sue creazioni.
Le previsioni per il 2004 sembrano dare nuove speranze: gli ultimi dati Istat relativi a tutti i comparti del made in Italy registrano, infatti, nei primi tre mesi di quest’anno una crescita delle esportazioni pari al +3,5% verso gli Usa e al +13,5% verso la Cina.
l.sc.
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