Oggi riunioni decisive in Camera Moda

Si è appena conclusa la riunione pomeridiana della Camera Nazionale della Moda Italiana che fa seguito all’incontro di stamattina: all’ordine del giorno il calendario della prossima edizione di Milano Moda Donna, dal 22 al 29 settembre, e il rinnovo del consiglio direttivo nonché l’elezione del presidente, fissati per il prossimo 15 aprile.
Mario Boselli non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali, ma le prime indiscrezioni sul calendario parlano di una settimana intera di kermesse, con sei giornate forti aperte e chiuse da nomi importanti (si fanno quelli di Prada e Fendi per l’opening e di Armani per il gran finale), ma che prevedano anche una collezione di tendenza e un emergente.
Rumors relativi a possibili sedi alternative alla Fiera indicano come probabili piazza Duomo e il Castello Sforzesco, ma non sono escluse opzioni come la Scuola Militare Teulié in corso Italia e Palazzo Clerici.
Sicuramente, comunque, location più centrali, anche a fronte di un attivo coinvolgimento nel rilancio della fashion week milanese da parte del sindaco Letizia Moratti, che ieri ha dato il via a una serie di incontri con gli operatori del settore, anche con l’obiettivo di organizzare un altro calendario, quello degli appuntamenti fuori-passerelle per coinvolgere maggiormente la città, sul modello di quanto accade durante il Salone del Mobile. Una prospettiva che potrebbe convogliare l’attenzione anche di agenti e showroom attivi nel tessuto cittadino (vedi altra news di oggi).
Quanto alle elezioni, si erano fatti diversi nomi, ma la riconferma di Mario Boselli alla presidenza dovrebbe essere scontata, in quanto pare sia stato indicato dai saggi incaricati delle consultazioni - Giorgio Guidotti di Max Mara, Giovanna Gentile Ferragamo e Vittorio Missoni - come candidato unico: se così fosse, sarebbe il quarto mandato per il “Cavaliere”.
Sembra, inoltre, che si prospettino cambiamenti pure nell'assetto del consiglio direttivo e nel comitato di presidenza, con l’ingresso di candidati provenienti dalle maison più importanti e deleghe operative mirate a garantire maggiore partecipazione e una collaborazione più attiva con il presidente.
c.mo.
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