Olcese raddoppia le perdite nel primo trimestre

I conti di Olcese al 31 marzo si sono chiusi con una perdita a 6,9 milioni di euro, dal risultato negativo di 3,5 milioni dello stesso periodo del 2002. In discesa anche il fatturato. Confermata dal management la disponibilità a sottoscrivere l’aumento di capitale, in via di deliberazione, da parte di alcun soci e finanziatori terzi.
Il gruppo partecipato per il 29,66% da Fin.part ha visto scendere i ricavi trimestrali a 26,5 milioni di euro, dai 36,1 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. “I valori dei primi tre mesi dell’anno - precisa una nota – sono stati influenzati negativamente non solo da fattori esterni quali il conflitto in Iraq e il diffondersi della Sars, ma anche da problemi interni legati alla scarsità di risorse finanziarie, che ha condizionato gli approvvigionamenti di materiali e servizi”. Razionalizzata la rete commerciale con l’integrazione di quella delle controllate estere, i vertici della società si attendono ora una maggiore efficienza nella distribuzione.
Il cda di ieri ha confermato l’assemblea straordinaria dei soci, in agenda per il prossimo 16 giugno (19 giugno in seconda convocazione), finalizzata a deliberare il conferimento agli amministratori della delega necessaria per procedere all’aumento di capitale fino a un massimo di 50 milioni di euro, da effettuarsi anche mediante emissione di azioni di diverse categorie. All’ordine del giorno anche la copertura delle perdite. In tal senso il cda ha comunicato che l’attività preparatoria è già stata avviata, così da potere procedere all’operazione nel più breve tempo possibile.
Il management ha inoltre confermato la disponibilità di alcuni soci e finanziatori terzi alla sottoscrizione del deliberando aumento di capitale (vedi fashionmagazine.it del 7 maggio) sino a 17,5 milioni di euro. Sono in corso altri contatti finalizzati a fornire alla società presieduta da Paolo Andrea Mettel ulteriori mezzi per un pieno rilancio operativo. Non è da escludere che banche creditrici e alcuni fornitori possano parzialmente convertire i rispettivi crediti in azioni.
e.f.
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