Omaggio a Ferré: Aquilano e Rimondi nominano i cinque vincitori dello Ied

L’Istituto Europeo di Design ha dedicato le progettazioni dei 213 studenti del secondo anno a Gianfranco Ferré. Tra i 45 finalisti, cinque sono stati scelti personalmente dai nuovi direttori creativi della maison, Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi. Ai vincitori, uno stage di tre mesi nel palazzo di via Pontaccio 21.
Ritorno sui banchi di scuola per Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi, il duo che ha debuttato alla direzione artistica di Gianfranco Ferré donna sulle passerelle milanesi per la primavera-estate 2009. Questa volta, però, non in veste di giudicato ma in quella, altrettanto difficile ed emozionante, di giudicante presso l’aula 25 dello Ied di Milano. Qui, questa mattina, i due stilisti sono stati invitati a valutare il lavoro, ispirato a Gianfranco Ferré, di studenti ventenni a cui hanno dato anche consigli tanto più preziosi, perché provenienti da chi nella mischia del fashion business c’è entrato da poco.
Cinque le categorie di studio e per ognuna un vincitore. Daria Viganò è stata scelta alla voce Fashion Design, vincendo sul filo di lana vista la bravura dimostrata anche da Boo, timido ragazzo coreano e da Pablo, messicano con una marcia in più. Francesca Passariello si è candidata nel Fashion Marketing, per la determinazione dimostrata e la capacità di mettersi in gioco. Cosimo Alberto Epifani nel Design del Gioiello, grazie ai suoi orologi nati dalla trasposizione in epoca spaziale della collezione di Ferré che prese le mosse da quella napoleonica. Gilda Sancisi si è imposta nella categoria del Textile Design, con una serie di tessuti realizzati sperimentando nuove tecniche, come il micro plissé sottoposto a una speciale lavorazione e fatto asciugare per sette giorni in una pezza di lino grezzo. Infine Mattia Frassinella, categoria Textile Design Interior, è stato scelto per aver progettato soluzioni avveniristiche per le boutique della griffe.
Soddisfatti il team di docenti dello Ied e il direttore, Andrea Batilla, che dice: “Avvicinare i nostri studenti all’universo Ferré ha significato stimolare la loro creatività e capacità di analisi attraverso differenti punti di vista: dallo stile allo studio del brand, dal prodotto alla comunicazione. Senza dimenticare che ci sono territori che un ventenne non conosce: questo lavoro è servito per scavare, per approfondire”.
Emozione e forte senso di reponsabilità anche da parte dei due direttori creativi, che per quattro ore ininterrotte hanno attentamente ascoltato le esposizioni dei ragazzi, sfogliato book, guardato schizzi, maneggiato tessuti e stemperato l’atmosfera con battute e complimenti quando la tensione degli stilisti in erba saliva alle stelle. Ma, soprattutto, cercando di capire i sogni dei ragazzi, informandosi sui progetti per il futuro, sui perché delle loro scelte. E dando suggerimenti importanti, come quello di Tommaso: “Imparate a essere testardi nel vostro lavoro, e convincenti. Se non ci credete abbastanza voi stessi per primi, non potrete mai convincere nessun altro”.
e.b.
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