Omsa sposta la produzione in Serbia: licenziamento in vista per 239 lavoratori

Chiuderà i battenti alla metà di marzo lo stabilimento Omsa (azienda nell'orbita dell'emiliana Golden Lady) di Faenza, portando avanti, nonostante le proteste dei sindacati, la decisione comunicata nel 2010 di aprire una sede in Serbia.
In queste settimane, scrive il Corriere della Sera, sarebbero circa 30 i dipendenti ancora in forze nella fabbrica faentina, per non più di quattro ore al giorno. Questi, insieme agli altri 200 impiegati dell'azienda di calze, resteranno in cassa integrazione straordinaria fino al 14 marzo, quando Golden Lady avvierà la procedura di "risoluzione dei rapporti di lavoro". A motivare la delocalizzazione sarebbero i costi della manodopera più vantaggiosi del Paese balcanico, uniti ai consistenti incentivi offerti dal governo locale sotto forma di sgravi fiscali alle imprese europee che si trasferiscono nel territorio.
Contro il gruppo, proprietario anche dei marchi Sisi, Filodoro e Philippe Matignon, sono in corso appelli e mobilitazioni diffusi via Internet. Oltre un anno fa, su Facebook è nata la comunità virtuale "Boicotta Omsa" e sono stati numerosi i picchetti davanti alle vetrine ai negozi Golden Lady per informare gli eventuali clienti all'ingresso e disincentivare gli acquisti. La pagina Facebook della label di collant è bersagliata di commenti indignati da parte di consumatori che si dichiarano pronti a non comprare mai più i prodotti del gruppo se il management non rivedrà la sua decisione.
c.le.
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