Osservatorio Altagamma: il punto sul retail

Come è emerso oggi dall’Osservatorio Altagamma, la crisi ha colpito duramente anche il settore retail, eccezion fatta per gli outlet e l’e-commerce. Particolarmente penalizzato il comparto wholesale, mentre sul fronte dei monomarca le nuove aperture del 2009 hanno compensato le perdite. In Italia, ma anche nel resto d’Europa, si è dovuto fare i conti pure con un calo dello shopping dei turisti.
“All’interno del wholesale, il canale che sta soffrendo di più - ha spiegato Claudia D’Arpizio di Bain &Co. Italy, presentando il Monitor Altagamma sui Mercati Mondiali 2009 – i maggiormente colpiti sono stati i department store americani che nel biennio 2008-2009 hanno registrato una drastica riduzione del traffico e del sell out (-25%)”.
Il settore del retail puro, ovvero dei monomarca a gestione diretta, si è invece salvato solo grazie al fatto che, come ha precisato D’Arpizio: “Le 300 nuove aperture di quest’anno, insieme alla messa a regime di quelle del 2008 (ben 750) hanno bilanciato la crescita organica negativa”.
Gli opening del 2009 hanno riguardato per il 30% il Medio Oriente, per il 25% l’Asia Pacifico (India, Singapore, Corea e Vietnam) e per il 15% rispettivamente la Cina, l’Europa dell’Est (Russia, eccetto Mosca, Ungheria, Repubblica Ceca) e gli Stati Uniti. “In quest’ultimo caso – ha puntualizzato D’Arpizio – grazie al fatto che sono diminuiti i canoni d’affitto”.
Anche Giorgio Brandazza della Sda Bocconi, presentando Fashion & Luxury Insight 2009 (l’indagine semestrale sulle imprese internazionali di moda e dell’alto di gamma quotate in Borsa) ha evidenziato che l’investimento nel retail risulta essere sempre meno profittevole e pertanto una ricerca di efficienza in questo comparto sarà una delle scommesse più importanti che le aziende dovranno affrontare nei prossimi anni.
Oltre a problemi congiunturali, strutturali e organizzativi, i retailer italiani stanno facendo i conti con una significativa flessione dello shopping dei turisti extra UE. “Nel nostro Paese, nei primi mesi del 2009, gli acquisti degli stranieri che chiedono un rimborso dell’Iva è diminuito del 13% - ha spiegato Pier Francesco Nervini di Global Refund -. Una contrazione dovuta alla flessione della spesa dei russi (-28%) che comunque restano i big spender (27% del totale), ma non solo. È infatti aumentato lo shopping dei cinesi (+27%), in modo però inferiore rispetto al previsto, perché hanno preferito mete come Londra”. "Per il 2010 - ha terminato Nervini - ci attendiamo un ritorno alla positività, con un +5% a fine anno".
Infine, un accenno alle formule di successo. D’Arpizio ha parlato di un vero e proprio boom degli outlet, con fatturati in crescita in media del 5% e 250 nuove aperture nel biennio 2008-2009, periodo in cui molti luxury player hanno fatto il loro ingresso nel business. È un comparto che non mancherà di sorprendere e che non bisogna sottovalutare. “In Giappone ad esempio - ha sottolineato la consulente - dove il mercato della moda e dell’alto di gamma soffre da almeno tre anni, stanno proliferando outlet con un look lussuoso, che stanno cannibalizzando i punti vendita a prezzo pieno”.
“E per lo shopping online - ha concluso -. Ci sono possibilità enormi non solo a livello di business, ma anche di marketing e di comunicazione”.
e.c.
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