Osservatorio Distretto Tessile di Como: -5% i ricavi 2008, ma meglio del tessile totale

La tessitura serica italiana chiude il 2008 con un calo del giro d'affari del 5%, più penalizzato dai consumi interni (-6,8%) che dalle esportazioni (-1,2%). Una contrazione comunque meno accentuata di quella del tessile nazionale nel suo complesso (-8,2%) per il quale si prospetta un recupero lento, con livelli di attività inferiori nel 2013 anche del 20% rispetto a quelli del 2007.
“Queste eventualità deve farci riflettere, come imprenditori e come filiera, sugli interventi da mettere in campo ora, per risultare più competitivi in futuro”, ha detto Massimo Trabattoni (vicepresidente del Gruppo Filiera Tessile, nell'Unione Industriale di Como), a commento della previsione, emersa ieri a Como al primo appuntamento annuale dell'Osservatorio Distretto Tessile di Como.
All'incontro organizzato dal Centro Tessile Serico - pensato come momento periodico di riflessione sulle tematiche di interesse del distretto - ha preso parte anche Prometeia con Giuseppe Schirone (ex responsabile Centro Studi di Smi-Ati e ora manager della società di consulenza bolognese con responsabilità per le Associazioni e le Imprese) e Patrizia di Cicco (senior economist).
In base ai dati forniti da Smi, nel 2008 la tessitura serica ha totalizzato 1,49 miliardi di euro di fatturato (-5%), con esportazioni che sono leggermente scese a 755 milioni di euro (-1,2%) grazie al buon andamento soprattutto in Europa Occidentale (con la Spagna in testa) e nell'area del Mediterraneo. Il numero di aziende attive è risultato pari a 590 (-6,4%), mentre gli addetti sono rimasti sostanzialmente stabili a quota 16.255.
A proposito di domanda mondiale di tessile, da Prometeia profilano una ripresa a partire dal 2011 che dovrebbe portare, tra cinque anni, a un livello di export comunque inferiore del 5% a quelli del 2008. Lo scorso anno il distretto tessile che ha sofferto meno sul fronte estero è stato quello biellese, con cedimenti sui mercati asiatici, attenuati dalla crescita in Europa Occidentale, Nord Africa e Medio Oriente. Prato ha invece registrato performance peggiori, sia sui mercati europei sia su quelli asiatici, con oltretutto un minore contributo dal bacino del Mediterraneo.
Tra le strategie proposte ieri, quella di difendere le posizioni (diminuendo, per esempio, il più possibile i costi), ma anche di rafforzare le relazioni “verticali” (con i clienti, diventando partner insostituibili nei processi innovativi) e quelle “orizzontali”, potenziando le “reti d'impresa” (distrettuali ed extra-distrettuali) così da superare i limiti di scala, mantenendo elevata al flessibilità.
e.f.
stats