Osservatorio sull’immagine dei minori: al via la ricerca promossa da I Pinco Pallino

Promosso dall’azienda di moda infantile I Pinco Pallino, in collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo e l’Università La Sapienza di Roma, è stato presentato oggi a Milano l’Osservatorio sull’immagine dei minori, un’iniziativa volta a sensibilizzare gli addetti ai lavori, e non solo, sull’uso spesso improprio e strumentale dell’immagine del bambino nella pubblicità.
“Scopo dell’osservatorio, che si avvale di un team di docenti universitari esperti in psicologia e comunicazione di massa, è di contribuire al dibattito in corso, fornendo una base scientifica alla riflessione e, soprattutto, creando consapevolezza e sensibilità collettiva”, ha spiegato Daniela Brancati, giornalista esperta in comunicazione e docente a contratto di sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza, nonché membro del comitato scientifico del nuovo progetto.
Un argomento caro ai due titolari dell’azienda I Pinco Pallino, nonché genitori di tre figli, Imelde Bronzieri e Stefano Cavalleri, i quali da venticinque anni si occupano, nella professione e nel privato, di bambini: “Il rispetto per il mondo infantile è sempre stato il nostro punto di riferimento – dice Stefano Cavalleri – e i piccoli che lavorano con noi per le sfilate o le immagini pubblicitarie sono bambini veri: non sono né truccati né hanno lo smalto sulle unghie e, soprattutto, sanno sorridere”. “Applicare sui minori le stesse categorie mediatiche utilizzate per l’adulto è fuorviante e pericoloso – gli fa eco Imelde Bronzieri – e l’osservatorio nasce proprio per mettere a fuoco, riflettere e prendere posizione su questo importante problema”.
D’altro canto, come spiega Mauro Ceruti (preside della facoltà di lettere e filosofia dell’Università degli Studi di Bergamo), il bambino è ormai un “passepartout” dell’audience, perché sa convincere tutti, uomini e donne, giovani e meno giovani, apre il cuore e fa scattare emozioni, più del corpo nudo di una donna o di un uomo. Legittimando, con la sua presunta e ostentata innocenza, il cocktail di erotismo e di cattivo gusto di alcuni show televisivi.
Il ruolo dell’Osservatorio è dunque quello di esaminare la rappresentazione sociale dell’infanzia sottesa al messaggio pubblicitario, mettendone in evidenza anche le trame lesive nei suoi confronti: “La ricerca – spiega Maria D’Alessio, presidente del corso di laurea in scienze e tecniche dello sviluppo e della salute in età evolutiva presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza – andrà a indagare, attraverso griglie di osservazione costruite ad hoc, i modelli culturali, sociali e relazionali contenuti negli item pubblicitari presenti in Tv e, successivamente, raccoglierà, analizzandole, le reazioni attentive, cognitive e motorie dei bambini stessi”.
Nella fattispecie, come racconta Walter Fornasa (docente di lettere e filosofia dell’Università degli Studi di Bergamo), l’analisi prenderà in considerazione tre programmi televisivi, quali la “Melevisione”, “Genius” e un serial con protagonisti dei bambini, attraverso campionamento di sequenze significative rispetto a indicatori evolutivi. Saranno poi effettuate delle interviste agli operatori dei media impegnati nella produzione, allo scopo di tracciare una mappa degli elementi di rappresentazione dell’infanzia sottesi alla loro narrazione, ponendone in evidenza gli elementi salienti.
Gli obiettivi? Non si intende colpevolizzare nessuno, ribadiscono i promotori della ricerca, ma solo individuare le formule comunicative erronee e diseducative nei confronti dei minori, al fine di tutelarne la dignità e incrementare la responsabilità sociale degli adulti nei loro confronti.
I primi risultati dello studio saranno disponibili entro la fine dell’anno in corso o, al massimo, all’inizio del prossimo anno.
a.t.
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