Parigi: al via le sfilate uomo, senza Yamamoto

Domani, preceduta da uno show di Yves Saint Laurent questa sera, comincia a Parigi la cinque giorni sulla moda maschile della primavera 2010, con una cinquantina di nomi nel calendario ufficiale tra i quali però non compare Yohji Yamamoto, che opta per una presentazione in showroom.
Stasera 150 invitati assisteranno non solo a una preview sulla primavera-estate 2010 della collezione disegnata da Stefano Pilati ma anche alla proiezione in anteprima mondiale di un cortometraggio realizzato per la griffe dal regista, attore e scrittore Samuel Benchetrit. Domani si parte con griffe francesi al 100% come Louis Vuitton e Jean Paul Gaultier, insieme alla tedesca Hugo di Hugo Boss, a Dries van Noten dal Belgio e a nomi internazionali di ricerca come Julius, linea firmata da Tatsuro Horikawa, Juun J. (classe 1972, diplomato all’Esmod e dal 2007 nel calendario ufficiale parigino dopo essersi fatto notare alla Seoul Fashion Week) e l’olandese Francisco van Benthum.
Il 26 giugno i riflettori si accendono, tra gli altri, su Junia Watanabe, Thierry Mugler, Walter van Beirendonck, Kris van Assche (recente il suo ingresso nella Chambre Syndicale du Prêt-à-porter des Couturiers), Comme des Garçons Homme Plus, Cerruti, Givenchy, John Galliano e Raf Simons. Dall’America arriva Tim Hamilton, vincitore di un premio Swarovski ai Cfda Awards 2009.
Il 27 giugno è dominato da marchi ricchi di influssi e suggestioni: se Kenzo racchiude in sé echi delle culture francese, orientale e italiana (grazie alla direzione creativa di Antonio Marras), Miharayasuhiro viene dal Giappone ma esprime una vocazione cosmopolita, così come Tillmann Lauterbach nasce in Germania, cresce a Ibiza e si forma in Francia. Un percorso analogo è quello di Damir Doma, di origine croata ma vissuto a sua volta tra la Germania e il Paese d’oltralpe. Da tenere d’occhio Wintle, label fondata nel 2005 da Jsen Wintle, cultore della sartorialità. In serata, attesa per Hermès.
La kermesse si chiude il 28 giugno con Lanvin, Dior Homme e Paul Smith, che si alternano a realtà meno famose ma interessanti come la designer coreana Wooyoungmi e Qasimi, frutto della collaborazione tra H.H. Khalid bin Sultan AlQasimi ed Elliott J. Frieze. Per finire, Romain Kremer, il “nuovo van Beirendonck”.
Ultima propaggine il 29 con Marchand Drapier (sinonimo di “élegance atipique”, come la descrive il suo creatore Benoît Carpentier) e House of the Very Island (label anticonformista con quartier generale a Vienna) mentre sfila fuori calendario il 26 giugno Boris Bidjan Saberi, che infonde nei suoi abiti reminiscenze delle sue radici tedesche e persiane. Fra le presentazioni off schedule, da citare quella di Wunderkind Uomo, una novità firmata dallo stilista Wolfgang Joop, all’interno di un appartamento in rue du Bac, il 27 e il 28 giugno.
a.b.
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