Parigi: atmosfere oniriche da Valentino

Rinunciando al "rosso Valentino" e, più in generale, a un lusso esibizionista, Pier Paolo Piccioli e Maria Grazia Chiuri hanno portato alla ribalta una collezione che va alla ricerca di una nuova modernità, ispirata alla magia di giardini fantastici e visioni oniriche (nella foto, un momento della sfilata di ieri, presso l'Halle Freyssinet).
In primo piano gli eterei abiti-fiore in organza, realizzati nei toni del perla, del lavanda, del rosa pallido, del giallo tenue e del cipria, che creano un voluto contrasto con i diabolici sandali neri, dal tacco affilatissimo e con vistosi "sbuffi" di pizzo, firmati da Philip Treacy, che ha realizzato tre modelli in limited edition per la griffe.
La collezione, come hanno spiegato i due stilisti, è una sintesi di luci e ombre, sfumature e impalpabili semitoni, sospesa in un'atmosfera vagamente surreale, dove la qualità preziosa di pizzi e ricami diventa opaca, patinata, delabré.
Un omaggio, in parte, all'attesa versione cinematografica di Alice nel Paese delle Meraviglie con la regia di Tim Burton, cui ha dichiarato di avere attinto, anche se con esiti completamente diversi, Donatella Versace in occasione del suo recente fashion show.
Non sono fatti per una guerriera metropolitana o per una matura power lady, gli abiti della primavera-estate 2010 di Valentino, ma per un'eterea fanciulla che, anche quando sceglie l'abbinamento più classico, giacca e T-shirt, esige che quest'ultima sia un piccolo capolavoro di artigianalità, fatto di applicazioni e trasparenze. Se le tinte unite si presentano in versione sfumata e opalescente, le fantasie sono indefinite e poco decifrabili, per ribadire un fascino intrigante, fuori dal tempo.
a.b.
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