Parigi chiude con Miu Miu e Louis Vuitton

Un viaggio fra le epoche storiche, nella natura e nell'immaginario femminile. Tutto questo e altro ancora sulle passerelle parigine per l'estate 2012 che hanno chiuso oggi con le sfilate di Miu Miu e Louis Vuitton (nella foto), al centro dell'attenzione in attesa di conferme circa il passaggio di Marc Jacobs da Dior.
Il tema del viaggio, che accomuna le collezioni degli ultimi big del calendario parigino, da Miu Miu è ambientato nella rivisitazione del rococò con accenti un po' "bad", quasi gotici. Al Palais d’Iena Miuccia Prada ridefinisce la silhouette femminile mandando in pedana abiti trapezio in pizzo color papavero ma anche stole e cappette di raso duchesse chiuse da fiocchi di velluto e gonne a vita alta, quasi stile Impero, sormontate da cappottini con lo sprone ricamato punto smock e un effetto di volume sul retro che ricorda la “robe à la Watteau”.
Scarpe a punta, sabot, mules, stivali e borse sagomate molto piccole sono opulenti, intarsiati ed evocano “un clima di festa” come tiene a sottolineare la stilista milanese, che lavora sul pizzo gommato e sui colori scuri, grigio, nero e bordeaux anche per i patchwork di gusto provenzale e aulico.
Un altro viaggio, nei tre continenti, da Moncler che con la linea Gamme Rouge affidata alla vena di Giambattista Valli propone tuniche duvet plissettate e ricche di frange decolorate ispirate ai tramonti africani, all’Europa e all’Asia per abiti demi-couture cosparsi di fiori bianchi.
Molto bianco immacolato e modernista stile Twiggy anche per la sfilata di Louis Vuitton dove Marc Jacobs si cimenta col pizzo sangallo color sorbetto spesso abbellito da ciuffi di piume e da fiori di pvc e cristalli e con una linea che si arrotonda e si dilata sui fianchi effetto Jeanne Lanvin anni’20 ispirata a sua volta ai paniers del Settecento, molto popolare nella Ville Lumière.
Fra le new entry spicca Manish Arora, che appena arrivato chez Paco Rabanne, il “metallurgico della couture”, fra fibre ottiche e ricami metallici rivela un discreto talento nel rivitalizzare un marchio un po’ appannato con prodezze sartoriali.
Da Alexander Mc Queen Sarah Burton plasma forme da dea, in una collezione ipervisiva che è un inno alla femminilità pura e alla donna vista come oggetto del desiderio “ma mai fetish” come sottolinea la stilista nel backstage. La sua sirena ha il capo celato da calze di pizzo a ragnatela e porta abiti di coralli e scaglie di madreperla seducenti e sempre con la vita serrata.
Intanto Parigi si prepara ad accogliere nei prossimi mesi il nuovo store di Tom Ford in rue François 1er, e quello di Prada in rue du Faubourg Saint Honoré mentre proprio in questi giorni ha inaugurato il nuovo flagship di Dsquared2 a pochi passi da Colette.
e.m.a.
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