Parigi: dopo l' "imperatore" Valentino, il "re" Lagerfeld in un documentario

Questa sera su France 5 andrà in onda il documentario "Karl Lagerfeld, un roi seul", a dimostrazione che ora non è più di moda raccontare la propria vita a giornali più o meno di gossip ma farlo in tv o al cinema.
Del resto, Valentino giorni fa raccontava a Parigi, parlando della sua partecipazione al Festival del cinema canadese: “A Toronto ho ricevuto una standing ovation di 15 minuti”. “The last emperor", il documentario sulla sua vita, era stato già accolto con entusiasmo alla Mostra del Cinema di Venezia. Diretto da Matt Tyrnauer di Vanity Fair America, racconta gli ultimi due anni del couturier attraverso una sequela di riprese fatte inseguendolo praticamente ovunque.
Un ritratto talvolta ironico, per esempio quando dice “Dopo di me il diluvio” o quando, rivolto a Karl Lagerfeld, sostiene lapidario: “Io e te facciamo abiti, gli altri fanno solo stracci”.
Con un pizzico di sana megalomania, “L’ultimo Imperatore” e il “Re Solo” non nascondono i tratti più discutibili del carattere dei due couturier. Karl Lagerfeld stasera racconta a Thierry Demaizière e Alban Teurlai i suoi segreti. Parla di sua madre, dell’amicizia con Saint Laurent, che definisce “un ragazzo molto simpatico” fino al 1975, del film girato con Warhol, delle notti stravaganti e dell’arrivo dell’Aids. “Non vendo che la facciata - afferma - perché la verità va detta solo a se stessi”.
Alla domanda se è nato nel 1933 o nel 1938, risponde: “Gli archivi sono andati in fumo”. Il "Kaiser Karl", come viene scherzosamente chiamato per via delle sue origini tedesche - è nato infatti ad Amburgo - da oltre 25 anni mitico direttore creativo di Chanel e dal ’65 anche della donna Fendi, raffinato collezionista d’arte, fotografo, bibliofilo - possiede oltre 50 mila libri - e amante del XVII secolo, si racconta come se parlasse a stesso, senza complessi e con la consapevolezza del proprio narcisismo. Contrariamente a quanto aveva fatto nel documentario “Lagerfeld Confidentiel”, uscito l’anno scorso nelle sale francesi, dove il regista Rodolphe Marconi aveva potuto filmare soltanto il Lagerfeld designer e non il Karl uomo.
l.se. l.se.
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