Parigi: le seduttrici di Gaultier, la svolta sexy di Chalayan

Più che il denaro potè il sesso: sembra che ai tempi delle ristrettezze economiche, l’unica arma di seduzione e di distrazione sia proprio questa. Non a caso, due stilisti in scena in questi giorni a Parigi si sono trovati sulla stessa lunghezza d’onda: Jean Paul Gaultier e Hussein Chalayan.
Gaultier ha preso a simbolo della sua collezione la X, indicazione del grado di pornografia, e l’ha trasformata in motivo grafico riconosciuto nell’incrocio delle spalline di certi abiti o nelle trasparenze sui fianchi di alcuni vestiti. Ha anche adottato come filo conduttore della collezione la rete, a partire dalle calze nere in cui era avvolto l’invito. A rete erano anche i dettagli dei nuovi trench, le visiere delle cagoule, le coperture delle pellicce e delle borsette, gli anfibi DcMartens e gli stivali cuissard.
Sul viso c’erano bande di pizzo e mascherine. E sulle calze da sfilata, bande trasparenti che rimandano alle calze smagliate, trucco seduttivo delle case chiuse di una volta. Nulla invece traspariva, nel corso del défilé, del punto di partenza di questa collezione: le fotografie di Brassai, che negli anni Trenta aveva ripreso con suggestivi bianchi e neri immagini di prostitute sui boulevard di Parigi o interni di boudoir. Una lite furibonda fra due donne, con tipico strappo di capelli, che si contendevano la dominatrice con il frustino, ha mandato in visibilio i fan di Gaultier, che mantiene inalterata la sua voglia di scherzare.
Hussein Chalayan ha invece costruito una serie di abiti mettendo in evidenza con tessuti tecnici la sua capacità di disegnare bellissimi pezzi che sembrano scolpiti nella roccia. Ma si è anche fatto tentare dal côté sexy, con una serie di abiti e giacche particolari: strategiche parti anatomiche come il seno e le natiche vengono messe il luce dallo spessore di un’armatura di pelle che scolpisce il corpo con l’arancio, il turchese, il marrone e il nero. Tutto il resto è chiffon.
l.se.
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