Parigi: l’haute couture rilancia con i gioielli

Domenica 24, con la sfilata di Josephus Thimister, prende il via la rassegna francese dedicata alla haute couture, in programma fino a giovedì 28, giorno in cui si accenderanno i riflettori sulle proposte di alcune prestigiose maison dell’alta gioielleria.
A quest’ultima iniziativa hanno dato la loro adesione Boucheron, Cartier, Chanel Joaillerie, Chaumet, Christian Dior Joaillerie, Mellerio Dits Meller e Van Cleef & Arpels. L'idea nasce dalla Federation Française de la Couture, che sembra intenzionata a darle seguito nei prossimi anni, probabilmente allargando la rosa dei nomi ad altre gioiellerie internazionali, forse anche italiane.
Quanto al calendario, per quanto riguarda la haute couture vera e propria durerà tre giorni, quattro se si conta domenica 24 febbraio in cui Josephus Thimister - stilista formatosi all’Académie des Beaux Arts di Anversa, già direttore artistico della linea prêt à porter di Balenciaga negli anni Novanta - sarà il solo a sfilare.
A parte la querelle scoppiata fra re Giorgio e Christian Dior (Armani è stato costretto a spostare il consueto orario dalle 19.30 alle 21 per lo slittamento deciso all’ultimo da Dior), tutto dovrebbe andare come previsto: lunedì 25 vanno in scena Alexis Mabille, Christophe Josse, Christian Dior, Anne Valèrie Hash, Adeline André e Giorgio Armani Privé. Martedì 26 è la volta di Chanel, Stéphane Rolland, Maurizio Galante, dell'Atelier Gustav Lins, di Dominique Sirop e, in finale di giornata, di Givenchy, disegnato dal nostro Riccardo Tisci. Martedì 27 si apre con On Aura Tout Vu, per proseguire con Franck Sorbier, Elie Saab, Jean Paul Gaultier, Lefranc Ferrant, la Maison Rabih Kayrouz e Valentino.
La Maison Martin Margiela - il cui fondatore ha recentemente confermato le voci sul suo ritiro dalle scene della moda - riceve su appuntamento nei tre giorni della kermesse. Non mancheranno momenti dedicati agli accessori di alta classe, come quelli di Loulou de La Falaise, Maison Michel e Massaro.
Come si sa, un’assenza importante è quella di Christian Lacroix che, dopo aver sfilato per tanti anni mostrando mirabilia con i suoi vestiti spesso ispirati ad Arles, non solo non è più a capo della sua griffe, ma rischia di veder sparire per sempre il nome stesso del marchio che ha creato, per lo meno nell’ambito dell’abbigliamento: il piano di ristrutturazione messo a punto dal proprietario Falic Group prevede infatti la soppressione dei business in perdita (alta moda e prêt-à-porter), riducendo così la società a occuparsi delle licenze legate ai profumi e agli accessori.
Tra le news a côtè della rassegna sotto la Tour Eiffel, figura anche il debutto del primo telefono cellulare firmato Versace: il progetto è frutto di un accordo di licenza tra il brand della Medusa e Modelabs Group, specializzato nella telefonia mobile di alta gamma.
p.p. e a.t.
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