Parigi: un'atmosfera sottotono per le sfilate

Parigi val sempre una messa? È presto per dirlo, ma molte cose sono cambiate. E soprattutto appaiono crollate nell’ "epace d’un matin" le motivazioni che rendevano la capitale francese irrinunciabile per chi lavora nella moda, stampa e buyer in primis. In questa edizione delle sfilate l’aria che si respira è completamente diversa (nella foto, la passerella di Jean Paul Gaultier).
Diversi giornali hanno cancellato o ridotto la loro presenza, numerosi buyer non sono arrivati, non c’è la coda davanti a Colette, store di riferimento per quanti sono a caccia di tendenze, crescono i cartelli di chiusura definitiva di negozi. Uniche eccezioni, l’apertura del palazzo Cavalli - ma l’acquisto dell’immobile era avvenuto tre anni fa - e l’inaugurazione della boutique di Alberto Biani in rue Royale, non un evento mondano ma l’occasione per presentare la collezione.
Ma non è tutto: le feste faraoniche, le cene costose, le sfilate mirabolanti che rendevano le passerelle un vero e proprio spettacolo sembrano un ricordo. Questa volta persino l’immaginifico John Galliano per Dior ha moderato la sua messa in scena, non ha calcato la mano su un make-up improbabile, ha cercato di mandare in pedana una moda più alla portata delle consumatrici, lasciando però sul terreno un po’ del suo fascino.
Una volta si diceva: a Parigi bisogna andare perché a Milano si fa il business e nella capitale francese si capiscono le tendenze. Un’idea che la crisi ha spazzato via: se andiamo avanti così anche la lunga settimana di Parigi potrebbe essere compressa in quattro giorni. Del resto Vogue America, che come tutti i giornali si deve misurare con la necessità di contenere i costi, ha salutato con favore iniziative come la presentazione statica della collezione Rochas, aggiungendo che vedrebbe di buon occhio la crescita di questa formula al posto di costosi quanto inutili défilé.
L’aria che si respira nella Ville Lumière è pesante e persino le irriducibili fashionistas, che cambiano mise a ogni défilé per comunicare la propria devozione a questo o a quel créateur, appaiono caricature senza alcuna utilità.
l.se.
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