Parte Milano Unica. Albini: "La migliore difesa è fare gioco di squadra"

"Non è tempo di individualismi ma di compattezza": così il presidente di Milano Unica, Silvio Albini (nella foto), ha dato il via al salone tessile di Fieramilanocity, mentre si apre un 2012 irto di ostacoli. La riconferma del numero di espositori del febbraio 2011 (440) è un "bel segnale di fiducia", ma l'auspicio dell'imprenditore è che un numero crescente di aziende comprenda sempre di più l'importanza dell'appuntamento milanese e faccia gioco di squadra.
Obiettivo prioritario delle imprese italiane, come ha ricordato Albini, resta quello di rafforzarsi all'estero. In tal senso Milano Unica si sta preparando alla partecipazione al prossimo Intertextile Pechino, a fine marzo (vedi fashionmagazine.it del 2 febbraio): un'opportunità, per 95 espositori in rappresentanza dei maggiori distretti tessili nazionali, di mostrarsi a un mercato che, unito ad Hong Kong, è ormai diventato il secondo maggiore buyer di tessuti made in Italy dopo la Germania.
Alla cooperazione ha fatto appello anche Michele Tronconi, presidente di Smi, ricordando che il +10% messo a segno dalla tessitura italiana nel 2011 è una media "alla Trilusssa", risultato di realtà altamente performanti e di altre che, invece, arrancano. "Abbiamo un governo che vuole fornire le medicine, che però sono destinate a portare effetti depressivi - ha detto, parlando dell'instabilità del settore -. Dalla cura dobbiamo passare al ricostituente". Per questo gli industriali del tessile-abbigliamento intendono incontrare il ministro dello Sviluppo Economico e costruire una road map da seguire per uscire dalla crisi. "Vogliamo fare la giusta fatica ma anche vedere la giusta prospettiva", ha concluso il presidente di Smi.
L'inaugurazione di Milano Unica è stata l'occasione per dare la parola ad Altagamma (rappresentata da Santo Versace, presidente della Fondazione e da Armando Branchini, segretario), che ha fornito alcune indicazioni sul 2012, dopo aver sentito alcuni rappresentativi buyer del panorama internazionale (vedi news di oggi).
Tra gli interventi anche quello di Marco Vitale, economista nonché attuale presidente di Fondo Italiano di Investimento, che opera con l'obiettivo di sostenere i piani di sviluppo e internazionalizzazione delle imprese con ricavi annuali fino a 250 milioni di euro. Come ha spiegato Vitale si tratta di una Sgr nata dalla Cassa Depositi e Prestiti che di recente ha mutato natura, diventando una Spa a controllo pubblico (il 30% del capitale è invece in mano a 66 fondazioni di origine bancaria). Tra le principali attività non elenca solamente il finanziamento degli investimenti del settore pubblico (sostenuto soprattutto attraverso l'emissione di buoni fruttiferi e libretti di risparmio postali) ma anche la gestione, insieme alle banche, di fondi agevolati per le imprese e di interventi a sostegno delle Pmi.
e.f.
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