Pechino: il futuro di Armani è in una Fondazione

Ospite nella Repubblica Popolare per l'evento "One night only in Beijing", lo stilista-imprenditore - oltre a illustrare i dettagli dell'esclusivo appuntamento di stasera - parla anche di successione e annuncia che nel dopo-Armani il gruppo sarà guidato da "una Fondazione, con un consiglio di amministrazione forte, che supporti gli eredi".
Come riporta una nota dell'Ansa, Giorgio Armani a Pechino non si è negato alle inevitabili domande sul futuro dell'azienda e ha parlato espressamente di chi, prima o poi, prenderà il testimone per guidare il suo impero. Il prossimo 11 luglio compirà 78 anni e "per quanto mi vesta con sneaker e pantaloncini - ha detto lo stilista - certi progetti che vanno oltre i dieci anni non mi vedranno più in prima persona".
Armani ha subito sgombrato il campo da varie supposizioni che sono circolate negli ultimi anni: no alla quotazione in Borsa (come ha ribadito in più occasioni), ma pure alla cessione della società a un fondo di investimento, perché "per il tipo di logica finanziaria che lo condiziona non fa per me". Esclusa anche la possibilità dell'entrata in scena di "un privato che non capisce di moda e pensa di poterla fare come se si trattasse di produrre macchine".
Quali dunque le opzioni sul tavolo? Se tra le possibilità figura quella "di cedere a chiunque mi faccia una proposta economica interessante" - "ma non la vedo all'orizzonte" ha subito smontato l'ipotesi Armani -, tra le certezze si impone invece quella di "una Fondazione esterna, con un consiglio di amministrazione forte, che sostenga gli eredi". "Per quanto riguarda la creatività - ha aggiunto - non ci sarebbero problemi: l'équipe stilistica è buona e cresce ogni giorno".
Il controllo, come si evince, resterebbe quindi in mano ai nipoti di Giorgio Armani (Silvana e Roberta Armani, figli del defunto fratello Sergio, e Andrea Camerana, figlio della sorella Rosanna), seppur con un forte ancoraggio esterno. Non è dato sapere, invece, se nellesecutivo" potrebbe entrare anche qualche stretto collaboratore.
Si profila uno scenario che comunque non andrebbe a precludere altre eventuali partnership: "Vedo la possibilità di allearsi con partner stranieri su vari business - ha dichiarato Armani - in Cina come in India. Noi qui già realizziamo i jeans. Mentre anni fa il prodotto cinese era di basso livello, ora è molto migliorato, anche grazie alla collaborazione con la nostra cultura produttiva".
a.t.
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