Per Annapurna un 2008 foriero di grandi cambiamenti

È un momento di grandi cambiamenti per Annapurna. Mentre l’azienda toscana festeggia i 30 anni di attività e inaugura una nuova showroom a Milano, la sua fondatrice, Aida Barni, lascia il timone ai propri figli. Cresce il fatturato e si amplia la presenza nei mercati stranieri. Nel mirino, per il futuro, c’è la Cina, dove si punta ad approdare con un flagship a Shanghai entro il 2009.
Già nel nel 2006, anno in cui Massimo Monteforte ha assunto la direzione creativa dell’azienda, era partita un’operazione di restyling globale che ora prosegue con una serie di mosse strategiche. Fra queste il passaggio di testimone da parte di Aida Barni, che resta nel consiglio di amministrazione della società, ai figli Andrea, Alessandro, Elena ed Elisabetta Galli.
Intanto si guarda all’espansione all’estero. Recente la sigla di un accordo triennale con la nipponica Jda per la distribuzione in questo mercato mentre sono stati appena aperti tre corner allo Tsum di Mosca per tutte le linee realizzate: Annapurna, la più basic 5+1 Annapurna e Aida Barni. Per il futuro l’obiettivo è l’ingresso in Cina, dove si punta ad aprire un flagship store a Shanghai entro il 2009. A Pitti Uomo, invece, si attende una sorpresa: dopo la presentazione del kit di proposte da golf dello scorso gennaio, si scommette su un nuovo sport, per il momento top secret.
Ma le chance di crescere sono affidate anche alle licenze, come spiega il direttore commerciale, Andrea Galli: “Intendiamo ampliare la produzione di capi su licenza, proponendoci come vero e proprio polo produttivo”.
Intanto cresce il giro di affari, che nel 2007 si attesta sugli 11 milioni di euro, con un’evoluzione dell’8% sul 2006. Dato significativo, l’aumento del 20% del range di negozi top clienti con per esempio le new entry da Harvey Nichols a Hong Kong, Luisa a Boston, Corso Como a Seoul, Penelope a Brescia.
c.me.
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