Per Federmoda il 51,1% degli italiani manterrà gli acquisti stabili

Stabile con tendenza al pessimismo: è questa la percezione degli italiani sulla loro situazione attuale e sul futuro. È quanto emerge dai risultati dell'indagine sulle propensioni d'acquisto nella moda presentati oggi a Milano, nella sede della Confcommercio milanese, durante il convegno dal titolo "Moda: la distribuzione multimarca tra vecchie crisi e nuove opportunità" promosso da Federmodaitaliamilano.
Al convegno, che è stato aperto dal presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, sono intervenuti anche Renato Borghi, presidente Federmodaitalia e Federmodaitaliamilano ed Enrico Finzi, presidente di Astra Ricerche. L'indagine, commissionata da Federazione Moda Italia ad Astra Ricerche, è stata effettuata per via telematica su un campione rappresentativo di tutta la popolazione. Il 66% degli intervistati percepisce negativamente la propria situazione personale: i più pessimisti sono tra i salariati (74%), gli studenti e i non occupati (70%). Fra il campione di chi ha risposto positivamente l'età media è fra i 35 e 44 anni e la provenienza - per il 47% - dalle regioni del Nord Italia. I consumatori più pessimisti sono quelli compresi fra i 45 ed i 54 anni. Più positivi, invece, i giovani fra i 18 e i 34 anni, ma di ceto medio-alto. Sulle previsioni a breve circa la quantità dei prodotti acquistati, il 51,1% degli intervistati manterrà gli acquisti stabili, il 33% li diminuirà, il 15,9% li accrescerà. Fra chi ha intenzione di ridurre le proprie spese, la maggior parte ha un'età superiore ai 45 anni.
Alla richiesta di fare una previsione sulla disponibilità di spesa, il 51,6% degli intervistati risponde di pensare d'acquistare a prezzi più bassi, il 48,4% a prezzi invariati o poco più alti. Non si vuole, comunque, rinunciare alla qualità di ciò che si compra in favore di un maggior risparmio: lo dichiara il 62,5% degli intervistati. Ma quali sono le voci dello shopping che il consumatore è pronto a tagliare? Nel mirino proprio il comparto moda. Al primo posto c'è infatti l'abbigliamento (44,4%) ed in particolare per i consumatori fra i 45 ed i 54 anni (51%). E la propensione all'acquisto di prodotti moda firmati? Il 28% degli interpellati è fan incondizionato delle firme. "Il quadro generale che complessivamente emerge dall'indagine è purtroppo negativo - rileva Renato Borghi, presidente di Federmodaitalia e Federmodaitaliamilano -. La ricerca suggerisce quali azioni intraprendere, da parte delle nostre imprese distributive, per tentare un rilancio: apportare innovazione, fare formazione, rafforzare ancor più il rapporto umano e di servizio con i propri clienti, scegliere produttori di capi di qualità da etichettare con il proprio marchio d'azienda. Soprattutto importante, se non addirittura decisivo, è saper fare rete".
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