Phillips-Van Heusen acquisisce Tommy Hilfiger

Le indiscrezioni trapelate nelle scorse settimane si sono rivelate fondate: il colosso americano Phillips-Van Heusen Corporation, nel cui portfolio spicca la griffe Calvin Klein, ha acquisito dal fondo Apax Partners L.P. il brand Tommy Hilfiger per circa 3 miliardi di dollari (2,2 miliardi di euro), più 137 milioni di dollari (100 milioni di euro) in obbligazioni.
Prende dunque forma una delle più grandi fashion company del mondo, con ricavi globali pari a quasi 4,6 miliardi di dollari. Lo stilista Tommy Hilfiger continuerà a tenere le redini creative della casa di moda di cui è il fondatore, mentre l'attuale ceo Fred Gehring non solo manterrà questo ruolo, ma assumerà anche l'incarico di chief executive delle international operation di Pvh.
"Si tratta di un'opportunità unica, che unisce due società di rilievo aprendo nuove prospettive - ha dichiarato Emanuel Chirico, chairman e ceo di Pvh -. Ci saranno benefici per tutti: stockholder, partner del nostro business, clienti e dipendenti". Un concetto ripreso da Fred Gehring, che ha anche sottolineato come il deal getti le basi per un'ulteriore crescita di Tommy Hilfiger, la cui eco internazionale può invece offrire spunti interessanti per le preesistenti attività di Pvh. Christian Stahl di Apax Partners, infine, ha auspicato che il successo ottenuto da Phillips-Van Heusen con Calvin Klein si ripeta con Tommy Hilfiger: una linea che, peraltro, in questi anni ha saputo affrontare a testa alta gli umori variabili del mercato globale. Nel fiscal year che si conclude il 31 marzo prossimo, si prevede che i ricavi della griffe raggiungano quota 2,25 miliardi di dollari, di cui il 52% ottenuto tramite le vendite retail, il 46% dal wholesale e il 2% dalle licenze. La collezione è presente in un migliaio di punti vendita nel mondo: preponderante la presenza all'estero, dove viene realizzato il 66% del giro d'affari.
a.b.
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