Phillips-Van Heusen: perde l’1% dei ricavi ma punta su Calvin Klein

Il gruppo americano Phillips-Van Heusen archivia il trimestre con un fatturato di 381,3 milioni di dollari, dai 383,7 dello stesso periodo del 2003. Come ha spiegato il ceo Bruce J. Klatsky, una delle strategie della società resta massimizzare le opportunità di crescita delle linee che fanno capo al brand Calvin Klein, acquisito lo scorso anno, oltre ai business legati allo sportswear e alla camiceria.
Pvh ha totalizzato un utile netto trimestrale di 1,6 milioni di dollari, dalla perdita di 2,2 milioni dell’analogo periodo dello scorso anno: si tratta di un progresso che risente positivamente di un aumento degli utili operativi del segmento “Apparel and related products”. In peggioramento di 78 milioni di dollari, invece, l’indebitamento netto, influenzato dalla chiusura di alcuni business giudicati “underperforming” (per esempio quello del footwear all’ingrosso).
Commentando i risultati, Klatsky ha dichiarato che la linea di sportswear femminile firmata Calvin Klein, lanciata lo scorso anno e concessa in licenza a una joint venture fra Kellwood e Gav, sta ottenendo un buon riscontro in termini di vendite (vedi fashionmagazine.it del 21 novembre). Stando al booking, supera le aspettative invece la collezione declinata al maschile, che si prepara a debuttare per il prossimo autunno. I vertici del gruppo newyorkese sono ottimisti, inoltre, in merito all’esordio delle nuove camicie Bcbg Max Azria, Michael Michael Kors e Chaps, previsto verso la fine dell’anno.
e.f.
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