Piacenza Cashmere lancia il progetto qiviuk

È stato presentato ieri a Milano, con la partecipazione della rappresentanza diplomatica canadese, il “progetto qiviuk” lanciato da Piacenza Cashmere, che prende le mosse dalla lavorazione di una straordinaria fibra, due volte e mezzo più costosa del cashmere.
Ricavata dallo strato più sottile del sottopelo del canadian artic muskox – il bue muschiato delle regioni artiche che, proprio grazie al suo vello, è sopravvissuto all’era glaciale – il qiviuk vanta performance ineccepibili contro la dispersione del calore, raggiungendo finezze particolarmente sottili.
Da sempre conosciuta da parte del popolo degli inuit, che la lavora artigianalmente, questa fibra viene oggi proposta alla produzione industriale, che non può che essere esclusiva, vista la ridotta disponibilità della materia prima.
Una sfida che il lanificio biellese ha fatto propria, siglando un accordo con Jacques Cartier Clothier, partner commerciale della Inuvialuit Regional Corporation per la raccolta della fibra, con il patrocinio della Northwest Territories of Canada.
“Nonostante le difficoltà di lavorazione – commenta l’amministratore delegato Enzo Piacenza – siamo soddisfatti dei risultati ottenuti con il qiviuk, una fibra leggerissima e lucida, con una termicità unica al mondo, che ha già ottenuto i primi consensi degli stilisti”. “Per Hermès, infatti – prosegue l’a.d. – abbiamo tinto in esclusiva una certa quantità di filato, che sarà utilizzata dalla maison francese per creare maglie da uomo”.
Al via c’è, inoltre, una collaborazione dell’azienda biellese con la giovane stilista americana Alison Miller, designer del marchio di prêt-à-porter femminile AlidioMichelli, che ha interpretato il qiviuk in una collezione di capispalla per l’autunno-inverno 2006/2007.
c.b.
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