Pitti Immagine Filati chiude in un clima di cauto ottimismo

La 64esima edizione di Pitti Immagine Filati, la manifestazione fiorentina sui filati e le fibre che ha chiuso i battenti lo scorso 30 gennaio, è stata archiviata con 3.900 ingressi: evidente, ma non drammatico, il calo rispetto all'appuntamento invernale di un anno fa, quando le presenze erano state 4.700.
In particolare, si è verificata una tenuta delle adesioni dall'Italia, che ha controbilanciato la flessione da oltrefrontiera: tra i buyer esteri, che hanno rappresentato circa il 40% del totale, a mostrare il maggior dinamismo sono stati i russi (+17,4%), gli svizzeri (+12%), ma soprattutto gli sloveni (+33%) e i polacchi (+57%), anche se in vetta alla "top 12" dei Paesi intervenuti alla kermesse spicca la Germania (con 298 compratori), seguita da Gran Bretagna (247), Francia (138), Giappone (94), Spagna (90), Usa (61), Olanda (60, +2% in confronto con il gennaio 2007), la già citata Svizzera (53), Turchia (40), Svezia (33), Hong Kong (32) e Russia (27). Soddisfatto l'a.d. di Pitti Immagine, Raffaello Napoleone che, pur non nascondendo il fatto che numerose delegazioni straniere sono arrivate a ranghi ridotti, ha sottolineato il livello qualitativo dell'affluenza e dell'offerta.
Napoleone si è soffermato inoltre sull'ottima accoglienza riservata allo Spazio Ricerca (curato da Angelo Figus e Nicola Miller, con il contributo di Elementi Moda e di Alessandro Moradei per quanto riguarda il layout, e intitolato "Hurbanize me-Humanize me") e, più in generale, dell'evoluzione del Padiglione Cavaniglia verso una maggiore apertura e interattività, "con l'inserimento all'interno del percorso di aziende leader nella lavorazione del denim, nei lavaggi, nelle stampe, nei ricami e nelle decorazioni, amplificando il suo valore di strumento fondamentale per capire le tendenze del futuro. È questa una direzione in cui vogliamo investire sempre di più".
a.b.
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