Pitti Immagine Uomo: Yohji Yamamoto di scena nel giorno di apertura

Il maestro dello stile concettuale e dell’eleganza pura è stato protagonista il giorno di apertura della kermesse fiorentina con la mostra “Correspondences” e con una sfilata alla stazione Leopolda.
È stato inaugurato ieri alla Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti il percorso stilistico dal titolo Correspondences, dedicato a uno dei designer più carismatici della moda contemporanea, Yohji Yamamoto, curato dalla Fondazione Pitti Immagine Discovery.
Un gioco di corrispondenze, appunto, tra circa 100 abiti che ripercorrono l’iter stilistico dell’artista e gli spazi, i quadri e le sculture della Galleria. Conversazioni accennate, assonanze e similitudini, tra diverse forme d’arte, che dialogano tra loro in nome di una medesima idea: quella della bellezza.
L’allestimento, curato da Masao Nihei, storico collaboratore di Yamamoto, seduce i visitatori per la sua opulenta semplicità: i vestiti sono collocati su manichini essenziali che si fondono, in un gioco di rimandi, con le opere di Canova, Dupré, Zandomeneghi, Signorini e De Nittis. Alla stazione Leopolda Yamamoto ha invece presentato la collezione autunno-inverno 2005/2006 della linea Y’s: un défilé che non è venuto meno ai postulati stilistici del designer giapponese, grazie a proposte dalle modellature rigorose, eppure fluide.
Protagonisti completi formali in toni scuri abbinati a camicie candide, ma portati con scarpe ginniche, cravatta morbida e dettagli inaspettati, come inserti in pelle, spille e grandi bottoni. Non rinuncia, Yamamoto, al sofisticato gioco della sovrapposizione: possono essere i pullover portati sopra gli abiti, le giacche colorate sopra i completi di velluto, oppure i maxi obi in maglia che affiorano sotto gli insiemi più rigorosi. L’effetto di virtuosismi è sorprendente , ma mai sopra le righe: per capi portabili, tra richiami zen e influssi metropolitani.
a.t.
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