Pitti Immagine Uomo: crescono i compratori stranieri

Grande affollamento negli stand e nei corridoi di Pitti Immagine Uomo. E l’impressione positiva è stata confermata dai dati di chiusura che hanno evidenziato un aumento del 24% dei buyer stranieri rispetto allo scorso gennaio; stabili invece gli italiani (-0.4%). I compratori sono stati in tutto 26.025, il 6% in più dello scorso anno. Di questi 8.856 provenivano dall’estero, in rappresentanza di oltre 100 Paesi, pari al 35% del dato totale. Contando i rappresentanti e i fornitori il numero complessivo dei visitatori sale a quota 34.182. Un risultato straordinario se si considerano le serie difficoltà che attanagliano tutte o quasi le economie mondiali e altri fattori contingenti e non come le cattive condizioni metereologiche dei primi due giorni di fiera, l’avvio dei saldi dopo l’andamento non entusiasmante delle vendite natalizie e il processo di selezione in atto nella distribuzione. Tra i visitatori provenienti dall’estero in testa (e in crescita) la Germania (1.073 compratori contro i 924 del gennaio 2002) seguita da Gran Bretagna (993 contro 758), Giappone (759 contro 606), Spagna (759 contro 617), Olanda (563 contro 406), Grecia (514 contro 376), Francia (446 contro 403). In aumento anche i buyer dagli Stati Uniti (314 contro 287 e dai paesi del Nord Europa e dell’Europa dell’Est, in particolare Russia (119 contro 83) e Repubblica Ceca (28 contro 18). Buona affluenza anche dal sudest asiatico guidato dalla Corea (327 contro 275) e da Hong Kong (134 contro 97). Da segnalare l’exploit della Cina che ha quasi raddoppiato i suoi compratori (218 contro 113). Interessante anche la partecipazione turca (323 contro 182) e irlandese (118 contro 53) mentre Israele ha confermato il numero dei suoi compratori malgrado il difficilissimo momento. Quanto alle regioni italiane, si evidenzia un lieve calo di compratori dal Piemonte e dall’Emilia Romagna, compensato però dalla crescita di quelli provenienti da Lombardia, Campania, Veneto e Lazio (stabile la Toscana). Un afflusso che fotografa la voglia di ripartire dopo la difficile chiusura del 2002 quando il settore uomo si stima abbia fatturato poco più di 7.7 miliardi di euro, con un calo del 2% rispetto al 2001. Ma parte del merito va sicuramente agli organizzatori che hanno saputo creare anche questa volta una kermesse di grande attrattiva grazie a eventi come la sfilata di debutto del prêt-à-porter maschile di Viktor & Rolf, la passerella antologica di Pierre Cardin, la discussa mostra sull’adolescenza “Il quarto sesso” e le numerose iniziative degli espositori.
c.mo.
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