Pitti Immagine Uomo: domani alla Leopolda la sfilata di Corneliani

Di scena domani sera alla Stazione Leopolda la sfilata di Corneliani, special guest di questa edizione di Pitti Immagine Uomo. Per la realtà mantovana l’happening rappresenta il momento di rappresentazione e ufficializzazione internazionale di un importante percorso di evoluzione aziendale: lo illustra a fashionmagazine.it l’art director Sergio Corneliani.
Dopo anni in cui il palcoscenico fiorentino è stato dedicato a nomi dell’avanguardia internazionale, domani i riflettori si accendono su una solida realtà del bel vestire made in Italy. Un riconoscimento che per Corneliani - presente a Pitti dal 1976, se pur con qualche breve interruzione - arriva con un timing perfetto: “Da alcuni anni stiamo sviluppando il nostro brand in direzione di un progetto di collezione più glamour e di ricerca ed era un po’ di tempo che pensavamo alla passerella: l’invito di Pitti si colloca perfettamente in questo percorso e ci permette di mostrare nel giusto contesto la parte di ricerca del nostro lavoro” spiega Sergio Corneliani.
L’art director preferisce non anticipare i dettagli, ma assicura che si tratterà di “un’ambientazione suggestiva ed emozionante, per una vera passerella, se pur non nel senso tradizionale e ‘milanese’ del termine: 35/40 modelli con una coreografia spettacolare, scenografica, veloce, per la quale ci avvaliamo della collaborazione di un professionista del calibro di Etienne Russo”.
Per l’azienda di Mantova è la prima vera catwalk a livello internazionale: “Finora ci siamo limitati a qualche fashion show nei mercati in cui aprivamo i nostri negozi. Per questo viviamo l’happening di domani come un vero debutto”. Debutto che prelude a passerelle stagionali anche in futuro? “Valuteremo - risponde Corneliani -. Ci troviamo di fronte a un mercato tumultuoso, quindi è importante avere le idee chiare sugli obiettivi che si vogliono raggiungere, ma anche risintonizzarsi costantemente a livello operativo su una realtà in costante evoluzione”.
Questa volta, per esempio, non c’è uno stand al salone per non rivelare la collezione prima dell’evento, “ma per la prossima stagione tutte le strade sono aperte, compresa l’opzione di un’altra sfilata, magari a Milano”. Questo però, assicura Corneliani, non mette in discussione la presenza a Pitti: “L’intenzione è di sfruttare entrambe le occasioni, perché se per un brand che si è proiettato con i propri monomarca sui mercati internazionali la sfilata è uno step ineludibile, il momento espositivo-commerciale, quello che consente il contatto vis à vis con i buyer di tutto il mondo, resta fondamentale: un prodotto come il nostro va guardato da vicino e toccato, per apprezzarne a fondo materiali, lavorazioni, dettagli”.
c.mo.
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