Pitti: il ritorno di Sergio Tacchini

Con un grande stand-immagine alla sala Ottagonale Sergio Tacchini sigla il rientro a Pitti Uomo, forte di una collezione incentrata sul tennis. L’etichetta, oggi nelle fila del gruppo cinese H4T, che fa capo all’imprenditore Billy Ngok, parte dal proprio dna per l’operazione di rilancio sui mercati internazionali.
Archivio 60 e Archivio 80 sono le due linee presentate alla rassegna fiorentina, capi che riprendono l’heritage della collezione che ha mosso 43 anni fa i primi passi, proprio nel mondo del tennis. A questo universo oggi ci si riallaccia per riaffermare il brand, dopo le vicissitudini degli anni passati. Da un anno la collezione è stata affidata alla guida creativa di Mauro Taliani, che ha il ruolo di riportare in vita l’anima sport-chic dell’etichetta, collocandola nella fascia dell’affordable luxury con prezzi per le polo dai 40 ai 79 euro sell out. All’insegna della coerenza, si lavora sulle sponsorizzazioni, il torneo Rolex Masters di Montecarlo e gli Internazionali di Roma.
“Intanto si punta a riaffermare la linea nei mercati dove è sempre stata forte, Italia e Francia in primo luogo, con grandi aperture verso Paesi quali Benelux, Germania e Scandinavia, dove è in fase di allestimento una nuova rete vendita”, spiega a fashionmagazine.it Jean Luc Battaglia, amministratore delegato dell’azienda. Notevole il focus sulla Cina, mercato dove è in previsione entro l’anno l’apertura del primo monomarca a Shanghai, cui seguiranno in una prima fase circa 100 opening.
In Italia, dove esistono oggi 60 monomarca (tra affiliazioni e proprietà), l’obiettivo è ridare una immagine innovativa a questi canali distributivi, seguendo il nuovo layout inaugurato di recente con lo store di Orio al Serio. Parallelamente, ci si concentra in senso selettivo sui plurimarca: i referenti di oggi sono gli specialisti del tennis e i negozi di articoli sportivi, fino ad arrivare a una distribuzione più selezionata nei negozi premium del casual.
“L’esercizio chiuso nel giugno del 2008 ha fatto registrare un fatturato di 52 milioni di euro e il 2009 dovrebbe chiudersi in pari - conclude Battaglia -. L’obiettivo è crescere del 30% nell’arco dei prossimi tre anni, un discorso da cui è esclusa la Cina, che rappresenta un progetto ad hoc”.
c.me.
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