Pomellato incrementa il fatturato e taglia l'indebitamento

Continua la crescita a due cifre di Pomellato che, prevedendo di raggiungere per la fine dell'anno un fatturato di 88 milioni di euro (+16% rispetto al 2003), ha già pronti un piano di sviluppo soprattutto del marchio Dodo e un'espansione verso l'estero.
La strategia abbozzata per il prossimo biennio arriva dopo una lunga fase di ristrutturazione avviata cinque anni fa, che ha portato a una riduzione della posizione finanziaria da 35 milioni di euro nel 1999 agli attuali 11 milioni di euro, ma dovrebbe scendere a 9 milioni per la fine del 2004.
Positive anche le previsioni a livello di bottom line. Infatti, oltre a un incremento delle vendite Pomellato ha stima di totalizzare per l'intero esercizio un utile lordo di 13,9 milioni di euro, contro i 12,8 dell'anno precedente.
Visti i risultati raggiunti finora, l'amministratore delegato del gruppo Francesco Minoli - che ha annunciato di voler portare la sua partecipazione azionaria dall'7% all'8% e punta a raggiungere il 20% nel 2012 - ha già pronto un programma di sviluppo che esclude tuttavia l'entrata in Borsa. Il piano abbozzato prevede l'apertura annuale di 4-5 negozi a insegna Dodo per i prossimi tre anni, soprattutto nei Paesi europei, con conseguente aumento delle vendite, in particolare all'estero, del marchio più giovane.
Altro obiettivo fissato dal gruppo è lo sviluppo internazionale. Attualmente, infatti, il giro d'affari realizzato in Italia rappresenta il 52,5% del totale, contro il 47,5% raggiunto oltre i confini nazionali, ma l'intenzione dell'a.d. è di invertire il rapporto a favore dell'export.
v.s.
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