Pomellato: sfumata l'ipotesi Ppr si fa strada l'opzione Tip

La scorsa primavera Ppr sembrava in procinto di rilevare il 18% di Pomellato nelle mani di Damiani e invece oggi non si parla più del colosso francese in relazione al marchio di gioielli milanese. Ora pare che a essere interessata alla quota in oggetto sia Tip, la investment-merchant bank di Giovanni Tamburi, che avrebbe depositato un'offerta alla famiglia Damiani.
Come si legge su alcuni quotidiani e settimanali italiani l'offerta, che sarebbe ancora in forma preliminare, consentirebbe al gruppo orafo Damiani di Valenza quotato a Piazza Affari di liberarsi da un vincolo quasi decennale dopo che nel 2002, attraverso la Sparkling, aveva rilevato il 18% di Pomellato. Una decisione che secondo alcuni preludeva alla possibilità di divenire con il tempo l'azionista di riferimento. Obiettivo non centrato dai Damiani, i quali non sono riusciti neanche ad avere un ruolo nella governance.
Ecco perché la scorsa primavera il presidente Guido Damiani, insieme a Mediobanca, ha deciso di valutare le varie opzioni strategiche, tra cui la vendita. Molti i potenziali compratori che si sono fatti avanti, tra cui appunto Ppr, interessato ad approcciare Pomellato soprattutto dopo l'acquisto della maggioranza di Bulgari da parte dell'‟antagonista" Lvmh. Un interesse che si è raffreddato con il passare del tempo, quando il polo capeggiato da Henri-François Pinault ha compreso di non potersi accaparrare la maggioranza di Pomellato, posseduta al 77% dal fondatore Giuseppe Rabolini, attraverso la società Ra.Mo.
Sembra invece che la proposta di Tip sia più congeniale agli interessi dei soci di maggioranza di Pomellato, che puntano allo sbarco in Borsa entro tre anni e che al momento hanno al vaglio una serie di possibili acquisizioni. Inoltre la società del banchiere d'affari Giovanni Tamburi è italiana e questo vorrebbe dire mantenere nel nostro Paese un marchio così importante.
c.me.
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